Consigli per una vacanza in camper

Per chi non ne ha mai fatta una e ci sta pensando: cosa portarsi dietro, dove andare e come organizzare il viaggio

Dopo il picco della pandemia da coronavirus, in molti nei prossimi mesi cercheranno di fare le proprie vacanze evitando posti particolarmente affollati come aerei, treni, alberghi e villaggi turistici. Una delle soluzioni più semplici sarà noleggiare un camper: l’idea è già venuta in mente a parecchie persone, tanto che di recente il New York Times ha scritto che negli Stati Uniti le compagnie che li affittano stanno registrando «un enorme aumento delle prenotazioni». In Italia pochi giorni fa il Corriere della Sera ha parlato di aumenti considerevoli degli affari delle principali aziende che li noleggiano.

Per tutti quelli che hanno deciso di affittare un camper per la prima volta o ci stanno seriamente pensando, abbiamo messo insieme una serie di dritte e consigli, per arrivare preparati oppure capire se fa o meno al caso vostro.

Cosa portarsi dietro
Anche se non siete particolarmente avventurosi, può capitare di passare una notte lontano dai campeggi o da zone abitate, oppure di fermarsi a mangiare fra una tappa e l’altra, o ancora di arrivare in un posto dove i negozi hanno già chiuso. Meglio disporre di un’adeguata scorta di cibo che si conservi facilmente – scatolame, biscotti, pasta, conserve, sughi, taniche d’acqua – e di altro materiale essenziale come medicinali, coperte, pentole, carta igienica, guanti in lattice e detergenti vari, cavi per l’avviamento del motore e per agganciarsi alla rete elettrica. Anche una cassetta degli attrezzi con cacciaviti, pinze e martello può sempre tornare utile. Qui trovate una lista ancora più esaustiva.

Una volta erano indispensabili, ora molto meno: ma un atlante stradale del paese o della regione che volete visitare potrebbe tornare comodo, se volete risparmiare il traffico dati dello smartphone o avete in programma di visitare zone particolarmente remote dove il telefono prende al massimo un paio di tacche. L’atlante stradale europeo di Michelin è aggiornato e relativamente economico.

Per chi prevede di dormire ogni notte in un posto diverso o quasi, meglio portarsi qualcosa da leggere: certi redattori ricordano ancora di aver letto dei discreti mattoni nella mansarda del loro camper durante un viaggio nei paesi del Nord Europa. Se avete dei bambini, è una buona idea avere una scorta di giochi e passatempo per evitare che si annoino (e che magari chiedano la vostra attenzione mentre state guidando o dando indicazioni).

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«Portate un sacco di cose per intrattenere i bambini», scriveva qualche tempo fa il Guardian: «Musica che gli piace, racconti di storie, riviste, giochi da fare in macchina. Anche se non li userete in viaggio, possono tornare utili per una serata di pioggia in un remoto campeggio».

La maggior parte dei camper a noleggio dispone anche di un portabici: vi conviene approfittarne, soprattutto se avete in programma di fermarvi per più giorni in certi posti. Tornerà utile per andare a fare la spesa, uscire la sera o semplicemente fare dei giri in città senza avventurarsi con il camper nel traffico urbano.

Ci sono poi una serie di oggetti non esattamente essenziali che però rendono molto più comoda la vita di chi si sposta in camper: in questa lista ne trovate parecchi, dal portaoggetti in stoffa da appendere in bagno (ce ne sono tantissimi) fino ai contenitori multiuso di plastica passando per le corde elastico con un gancio alle estremità.

Programmate tappe più lunghe di quelle che fareste
In camper le giornate sono tendenzialmente più lunghe rispetto alle normali vacanze: non bisogna preoccuparsi di tornare in albergo, rifare e disfare la valigia o la tenda, o ancora trovare a tutti i costi un posto dove cenare. Per queste ragioni prima del viaggio vi conviene compilare un piccolo elenco di posti da vedere o cose da fare lungo l’itinerario: al massimo ne farete qualcuna di meno. Il rischio, viceversa, è trovarsi alle quattro e mezzo con poche idee su come riempire il resto della giornata.

Google ha una funziona particolarmente utile e gratuita – “Le mie mappe” – che permette di segnare le tappe interessanti in una certa area: un redattore usa colori diversi per ogni categoria di posti (giallo per le cose da vedere; rosso per i posti in cui mangiare; blu per quelli in cui dormire; e così via). Il vantaggio di averla online è che possono lavorarci e consultarla più persone alla volta, anche durante il viaggio.

Salutate gli altri camper
In Europa i camperisti tendono a salutarsi, se si incontrano in direzione opposta: un po’ per senso di appartenenza a una minoranza, un po’ perché – come del resto succede in montagna – è più facile ricordarsi di qualcuno, in caso di emergenza, se ci si guarda in faccia. Le scuole di pensiero sono diverse: c’è chi alza appena la mano, chi accende brevemente i fari, chi lascia il compito al passeggero sul sedile anteriore.

In generale, fidatevi dei camperisti
Le esigenze di chi viaggia in camper sono molto simili, a prescindere dal mezzo che usano e dal tragitto che intendono seguire: tutti hanno bisogno di posti dove fare benzina a poco prezzo, trascorrere la notte, scaricare le acque nere e grigie – cioè le acque di scarto di bagni e lavandini – attaccarsi alla rete elettrica e riempire il serbatoio dell’acqua. Per queste ragioni prima di ogni viaggio conviene leggere i diari di viaggio dei camperisti che hanno seguito un percorso simile, e capire quali tappe hanno fatto e dove si sono fermati a dormire, e più in generale la tolleranza di un certo paese verso i camper, la qualità delle strade, e altro ancora.

Il sito specializzato CamperOnline ha un vasto archivio di diari di viaggio, e un elenco aggiornato delle aree attrezzate per il pernottamento. Il New York Times consiglia di usare Roadtrippers, un sito che permette di verificare in anticipo la qualità delle strade per mezzi come camper e roulotte.

È possibile che nel paese che intendete visitare ci siano archivi nazionali di aree sosta e campeggi, magari con recensioni e dritte di chi li ha frequentati. In certi casi sono quasi istituzionali: in Francia la rete France Passion raduna gli agriturismi che offrono soluzioni apposite per camperisti.

Una delle raccomandazioni più frequenti per la sosta fuori dai campeggi o delle attrezzate è quella di fermarsi a dormire accanto ad altri camper, se possibile: in questo modo si scoraggiano potenziali malintenzionati (o anche solo persone che non gradiscono la presenza di un camper nelle vicinanze e potrebbero cercare di cacciarvi).

Approfittate dei campeggi
Se fate un giro di più giorni vi capiterà di alternare le notti nelle aree attrezzate o nei parcheggi a quelle in campeggio: un po’ perché nelle località non turistiche i campeggi non sono così frequenti, un po’ perché vi accorgerete che in certi giorni vorrete fare a meno di sottoporvi alla trafila di trovare una piazzola, agganciarvi alla rete elettrica, fare in modo che il camper non sia in pendenza, tirare fuori le biciclette, e così via.

Il nostro consiglio, comunque, è sfruttare il più possibile le molte possibilità che offre il campeggio: fate la doccia, lavate piatti e pentole nelle aree comuni, sfruttate la corrente elettrica per ricaricare telefonini e macchine fotografiche, approfittatene per cucinare cose più elaborate. Sono tutte cose che si possono fare anche fuori dal campeggio, ma a costo di consumare le risorse del camper e fare tutto in uno spazio di pochi metri quadrati.

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Prima di ripartire controllate che sia tutto in ordine
Per accamparsi in un’area di sosta o in una piazzola si impiegano pochi minuti, per ripartire assicurandosi di aver rimesso tutto a posto molti di più. Una redattrice ricorda ancora con orrore la volta che cercò di chiudere un finestrino mentre il camper era in marcia. Conviene fare un elenco, con tutte le cose che ci sono da fare: ritirare le sedie o la veranda, sistemare gli oggetti perché non cadano o non si aprano (anche in frigo), riannodare il cavo dell’elettricità, chiudere tutti i cassetti e gli armadi, e molte altre piccole cose. Ogni volta che si riparte, inoltre, conviene controllare le riserve di acqua e benzina, in modo che si possa valutare se fermarsi per fare rifornimento.

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(Charley Gallay/Getty Images)

Evitate di entrare in città
Nelle viuzze medievali di una città del centro Italia, o nell’intreccio di un quartiere residenziale in Danimarca, il camper diventa come il proverbiale elefante nel negozio di cristalleria. Un redattore ancora non si capacita di come sia riuscito a far passare il suo camper attraverso un arco medievale nel centro storico di Orvieto.

Se volete visitare una città attrezzatevi per lasciare il camper in periferia, e spostarvi da lì usando le biciclette o i mezzi pubblici. In alcune città europee ci sono delle aree sosta Park and Ride che offrono biglietti cumulativi per il parcheggio e l’utilizzo della metro o degli autobus. In Scozia ce n’è almeno uno in ogni grande città.

Se proprio volete avvicinarvi il più possibile al centro di una città usate le tangenziali o altre strade a scorrimento veloce, in cui l’eventualità che ci siano strettoie o ponti troppo bassi è più remota (un altro consiglio che vi tornerà utile: scoprite esattamente quanto è alto il camper che userete).

Qualche consiglio di guida

Un camper non si può guidare come un’automobile: siete molto più lunghi, alti e larghi, e a bordo avete cose molto più delicate. Evitate i sorpassi azzardati, le strade malmesse e i tornanti di montagna. Per prenderci la mano prima di partire, provate a guidarlo in una zona che conoscete bene. Sui forum specializzati trovate tutta una serie di dritte più specifiche sull’approccio alle curve, alle salite e alle frenate: questo video del Touring Club Svizzero le riassume molto bene.

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