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  • giovedì 14 Maggio 2020

Claudio Descalzi è stato confermato amministratore delegato e direttore generale dell’ENI

Il consiglio di amministrazione dell’ENI ha nominato, per la terza volta, Claudio Descalzi amministratore delegato e direttore generale conferendogli, si legge in una nota, «i poteri di amministrazione della società con esclusione di specifiche attribuzioni che il consiglio si è riservato, oltre a quelle non delegabili a norma di legge».

Descalzi ha 65 anni ed è a capo di ENI dal 2014. Laureato in ingegneria, è entrato nella società nel 1981 e dopo una lunga carriera aveva ottenuto dal governo Renzi l’incarico di amministratore delegato, ruolo nel quale era stato confermato nel 2017 dal governo Gentiloni. ENI oggi ha oltre 30 mila dipendenti, opera in più di 60 paesi e ha un fatturato annuo superiore ai 75 miliardi di euro. Fa parte di Confindustria, la principale associazione delle grandi imprese italiane, e ne è una delle società più grandi. ENI investe ogni anno decine di milioni di euro in pubblicità su giornali e televisioni e possiede l’agenzia di stampa AGI.

Descalzi è sotto processo dal 2017 per corruzione internazionale ed è accusato di aver pagato oltre un miliardo di euro in tangenti a manager, politici e faccendieri nigeriani in cambio di alcune concessioni petrolifere.

– Leggi anche: Il rinnovo della nomina di Claudio Descalzi

Il consiglio di amministrazione ha confermato anche «il ruolo centrale della presidente, Lucia Calvosa, nel sistema dei controlli interni, riconoscendole le attribuzioni del precedente presidente in materia tra cui la gestione del rapporto gerarchico del responsabile della funzione Internal Audit nei confronti del Consiglio». Inoltre, dice la nota dell’ENI, la presidente «svolgerà le sue funzioni statutarie di rappresentanza gestendo, in particolare, i rapporti istituzionali della società in Italia in condivisione con l’Ad. Sulla base dello statuto societario le sono inoltre state conferite le deleghe per l’individuazione e la promozione di progetti integrati ed accordi internazionali di rilevanza strategica, sempre in condivisione con l’Ad».

(Ansa)