Il primo ministro del Lesotho Thomas Thabane (Stan Honda-Pool/Getty Images)
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  • mercoledì 13 Maggio 2020

Il primo ministro del Lesotho si dimetterà

È accusato di aver fatto uccidere la sua ex moglie, in combutta con l'attuale coniuge: i partiti al governo gli hanno tolto la fiducia

Il primo ministro del Lesotho Thomas Thabane (Stan Honda-Pool/Getty Images)

Da mesi in Lesotho, una piccola enclave all’interno del Sudafrica, si parla di un caso di omicidio avvenuto nel 2017 e in cui è coinvolto l’attuale primo ministro del paese Thomas Thabane. Il Lesotho ha poco più di due milioni di abitanti e dal 1966, quando ottenne l’indipendenza dal Regno Unito, ha avuto una politica molto turbolenta, con diversi colpi di stato. Il Lesotho è una monarchia parlamentare, con a capo il re Letsie III, ma il potere è in gran parte nelle mani del governo e dell’esercito.

Thomas Thabane, che ha 80 anni ed è stato primo ministro dal 2012 al 2015 e poi di nuovo dal 2017, è accusato di aver fatto uccidere nel giugno del 2017 la sua ex moglie, Lipolelo Thabane, due giorni prima di diventare capo del governo.

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Inizialmente l’omicidio dell’ex moglie del primo ministro era stato attribuito a uomini armati ignoti, ma negli ultimi mesi una nuova inchiesta aveva fatto crescere i sospetti sulla seconda moglie di Thabane, Maesaiah. Il 10 gennaio era stato emesso un mandato d’arresto nei suoi confronti, ma lei si era resa irreperibile. Dopo alcuni giorni di latitanza, il 4 febbraio si era consegnata spontaneamente alle autorità, e il 20 febbraio anche il primo ministro è stato incriminato per l’omicidio di Lipolelo Thabane, anche se lui ha sempre smentito di aver avuto alcun ruolo nella morte della moglie.

A marzo il parlamento aveva approvato un disegno di legge che proibiva a Thabane di indire nuove elezioni nel caso in cui venisse sfiduciato, e Thabane aveva risposto sospendendo il parlamento. Il 17 aprile la Corte Costituzionale del paese aveva annullato la sua decisione, e Thabane aveva fatto schierare l’esercito per le strade della capitale Maseru, sostenendo che ci fosse un colpo di stato in atto e che così sarebbe stato ristabilito l’ordine.

Alla fine il giorno dopo l’esercito si è ritirato, e il 20 aprile la coalizione di governo che lo sostiene ha fatto sapere di aver accettato una proposta concordata assieme ai principali partiti politici per le sue dimissioni immediate. L’annuncio è arrivato dopo una difficile trattativa con l’opposizione e anche grazie alla mediazione del Sudafrica: secondo BBC l’accordo prevede per Thabane una serie di garanzie che probabilmente eviteranno però che venga incriminato per l’omicidio della ex moglie.

L’11 maggio i partiti che lo sostenevano, tra cui il suo stesso partito, All Basotho Convention (ABC), hanno ritirato il loro appoggio in parlamento, sancendo di fatto la fine del governo: il presidente del parlamento, Sephiri Motanyane, ha annunciato che Thabane dovrà dimettersi entro il 22 maggio, e che nel frattempo si cercherà una nuova maggioranza. Al momento il candidato principale a sostituire Thabane sembra il ministro delle Finanze, Moeketsi Majoro.

Il 12 maggio AFP ha detto che in un’intervista telefonica Thabane ha fatto sapere che il giorno successivo si sarebbe recato dal re Letsie III per dare ufficialmente le sue dimissioni, ma un suo portavoce ha smentito questa ipotesi, confermando però che il primo ministro si dimetterà entro il 22 maggio.