La partenza del Gran Premio di Silverstone del 1950 (Don Price/Fox Photos/Hulton Archive/Getty Images)
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  • mercoledì 13 Maggio 2020

Il primo Gran Premio di Formula 1

Si corse a Silverstone il 13 maggio 1950 e fu dominato dalle "Alfette" di Giuseppe Farina, Luigi Fagioli, Juan Manuel Fangio e Reg Parnell

La partenza del Gran Premio di Silverstone del 1950 (Don Price/Fox Photos/Hulton Archive/Getty Images)

Il primo Gran Premio del campionato mondiale di Formula 1 si corse il 13 maggio del 1950 sul circuito di Silverstone, nel Regno Unito. Fu la prima gara disputata sotto l’organizzazione della Federazione Internazionale dell’Automobile (FIA), la quale negli anni precedenti aveva istituito un regolamento divenuto valido per tutti i partecipanti. Negli anni Quaranta, tuttavia, auto da corsa che già soddisfacevano il futuro regolamento della FIA corsero nel Parco del Valentino di Torino quella che ancora oggi è considerata la prima gara con auto di Formula 1.

Giuseppe Farina alla guida dell’Alfa Romeo 158 (Allsport Hulton/Archive)

Al Gran Premio di Silverstone vennero ammesse come da regolamento soltanto auto monoposto a motore anteriore aspirato da 4.5 litri o supercompresso da 1.5 litri. Si iscrissero ventisei piloti di quindici scuderie diverse, alcune delle quali con un solo pilota, altre con quattro. Le monoposto erano prevalentemente italiane, con quattro Alfa Romeo e sette Maserati, tutte verniciate di rosso corsa, il colore assegnato dalla FIA alle squadre italiane. Si qualificarono alla gara ventuno piloti: i primi quattro posti di partenza vennero occupati dalla Alfa Romeo 158, la cosiddetta Alfetta, passata alla storia come una delle migliori vetture della Formula 1.

Alfa Romeo l’aveva sviluppata negli anni Trenta in collaborazione con la Ferrari, all’epoca di sua proprietà all’ottanta per cento. La casa automobilistica milanese fornì motori e trasmissioni mentre la Ferrari, a Maranello, costruì l’auto seguendo i disegni del progettista Gioacchino Colombo. Nonostante fosse stata pensata molti anni prima, l’Alfetta rientrò nelle caratteristiche tecniche richieste dalla FIA per la gara di Silverstone, a cui si presentò peraltro come auto da battere.

Nessuno ci riuscì. Nelle qualifiche precedenti alla gara, Giuseppe Farina, Luigi Fagioli, Juan Manuel Fangio e Reg Parnell — i quattro piloti dell’Alfa Romeo — diedero quasi un secondo alla più veloce delle Maserati e quasi tre ai piloti della scuderia francese Talbot, toccando la velocità media di 151 chilometri orari. L’esito delle qualifiche venne ripetuto in gara, vinta dal torinese Farina davanti a Fagioli e Parnell — inglese scelto in omaggio alla nazione in cui si correva — mentre l’argentino Fangio dovette ritirarsi da secondo per un guasto a pochi giri dal termine.

Da sinistra i piloti Reg Parnell, Giuseppe Farina e Luigi Fagioli nel 1950 (Dennis Oulds/Central Press/Getty Images)

Fra i partecipanti alla prima gara del Mondiale di Formula 1 ci fu anche un principe thailandese, Birabongse Bhanudej Bhanubandh, rimasto l’unico pilota thailandese nella storia della Formula 1 fino all’arrivo nel 2019 di Alexander Albon. Con la Maserati della scuderia Enrico Platé si classificò quinto nelle prove, ma in gara finì il carburante. Nella stessa scuderia corse il barone svizzero Emmanuel “Toulo” de Graffenried, anche lui ritiratosi, ma per problemi al motore. All’undicesimo posto si piazzò invece l’inglese Johnny Claes, trombettista jazz di un certo successo.

Nel primo Mondiale di Formula 1 si corsero sette gare, soltanto una delle quali disputata al di fuori dell’Europa, a Indianapolis, negli Stati Uniti. La gara di Indianapolis fu l’unica non vinta dall’Alfa Romeo, anche perché la corsero soltanto piloti statunitensi di scuderie locali. Farina e Fangio si divisero le altre vittorie, con il primo che si aggiudicò la classifica piloti di tre punti grazie ai migliori piazzamenti. Fangio, tuttavia, vinse il titolo l’anno successivo e quattro consecutivi negli anni Cinquanta.