(AP Photo/Christophe Ena/LaPresse)
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  • mercoledì 29 Aprile 2020

I cinquant’anni di Uma Thurman

Un po' di foto e di cose che ha fatto, oltre a quelle che ricordano tutti

(AP Photo/Christophe Ena/LaPresse)

Nel 1994 a Uma Thurman bastò un provino per convincere Quentin Tarantino a sceglierla per il cast di Pulp Fiction. Nonostante quella di Mia Wallace fosse una parte tutto sommato piccola – dove recitavano attori di lunga fama come John Travolta, Samuel Lee Jackson e Bruce Willis – dopo il successo del film Thurman divenne immediatamente un’icona. Quell’anno Pulp Fiction vinse la Palma d’Oro a Cannes, fu candidato a sette premi Oscar e cominciò da subito a essere citato nelle liste dei migliori film di tutti i tempi. Nella celebre locandina, quella in cui Mia Wallace fuma con le caviglie incrociate dietro la schiena, Uma Thurman aveva 24 anni: oggi ne compie 50.

Figlia di un professore di studi buddisti e tibetani e di una modella messicana con origini svedesi, Uma Thurman è nata a Boston, in Massachusetts: di secondo nome si chiamava Karuna, un nome secondo lei strano che cominciò fin da giovane a sostituire con Karen. Trascorse l’infanzia in Massachusetts e crebbe con un’educazione buddista, insieme a tre fratelli e una sorellastra nata dal precedente matrimonio del padre. Quando aveva 14 anni, durante una recita teatrale, fu notata da una talent scout che le propose di iniziare a studiare per lavorare da attrice professionista.

Lavorò qualche anno come modella e poi debuttò con un ruolo da protagonista nel film horror per ragazzi Laura (il titolo originale è Kiss Daddy Goodnight). Dopo diversi altri film minori, a 18 anni cominciò a essere notata dalla critica grazie a una parte in Le relazioni pericolose, un film con Glenn Close, John Malkovich e Michelle Pfeiffer che vinse tre Oscar e due BAFTA. Ai tempi Malkovich disse di non aver mai conosciuto una ragazza di quell’età che fosse matura come lei: «la sua intelligenza e il suo portamento sono inconfondibili, ma c’è qualcosa di più».

Nei primi anni Novanta, Thurman continuò a lavorare in diversi film e interpretò June in Henry & June ― un film sulla vita dello scrittore Henry Miller e della moglie ― e Lady Marion nella versione britannica di Robin Hood del 1991. Nel 1993 fu nominata per il premio Golden Raspberry Award come peggior attrice, per il ruolo di una donna con due pollici insolitamente grossi nel film Even Cowgirls Get the Blues. Nello stesso anno lavorò con Robert De Niro e Bill Murray nel film Lo sbirro, il boss e la bionda.

Nel 1994 uscì Pulp Fiction e il resto è storia: il film incassò l’equivalente di 200 milioni di euro e fu candidato a numerosi premi in numerose categorie, Uma Thurman fu candidata ai Golden Globe e agli Oscar come miglior attrice non protagonista e divenne una delle attrici più popolari di Hollywood. La scena di Thurman e Travolta che ballano “You Never Can Tell” di Chuck Berry è probabilmente una delle scene cinematografiche più famose di sempre.

Un fatto anomalo, ma che probabilmente contribuì a rafforzare ancora di più la fama di Thurman, è che dopo Pulp Fiction si prese una pausa e non lavorò per tre anni. Quando tornò, inanellò una serie di ruoli in film di poco successo, come quello di Poison Ivy in Batman & Robin o quello di Fantine in Les Miserables di Billie August, e rifiutò il ruolo di Eowyn nella trilogia del Signore degli Anelli, decisione che lei stessa definì «una delle peggiori mai prese».

Nel 1997 recitò in Gattaca – La porta dell’universo e sul set conobbe Ethan Hawke, che sposò a maggio del 1998. Nel 1990 Thurman si era sposata con l’attore Gary Oldman, da cui però aveva divorziato un anno dopo. Il matrimonio con Hawke durò sette anni  durante i quali i due ebbero due figli, Maya ― che ha recentemente recitato nella terza stagione di Stranger Things e in C’era una volta a Hollywood, di Quentin Tarantino ― e Levon. Nel 2012 Thurman ebbe un’altra figlia, Luna, con il finanziere francese Arpad Busson, con il quale ebbe una relazione di circa dieci anni che finì nel 2017.

Nei primi anni Duemila Thurman tornò a recitare per Tarantino in Kill Bill (che originariamente doveva essere uno ma poi fu diviso in due parti), che Tarantino scrisse apposta per lei definendola sua musa ispiratrice: tanto che quando Thurman rimase incinta la produzione fu spostata di diversi mesi, perché Tarantino si rifiutò di cambiare attrice. Quella di Beatrix Kiddo, una serial killer in cerca di vendetta, è una delle interpretazioni che costò a Thurman più fatica, ha detto: passò tre mesi a studiare arti marziali, combattimento con la spada e lingua giapponese.

Recentemente Thurman ha raccontato al New York Times di aver avuto un incidente guidando un’auto sul set di Kill Bill: Volume 2. Prima di guidare un tecnico del film le aveva consigliato di non farlo, ritenendo l’auto poco sicura, ma Thurman si fece convincere da Tarantino a guidarla comunque, senza usare la controfigura: andò contro un albero e l’impatto le provocò problemi fisici di cui risente ancora oggi. A febbraio 2018 Uma Thurman raccontò alla stampa che il produttore cinematrografico Harvey Weinstein – già produttore di Pulp Fiction – la aggredì sessualmente durante la produzione di Kill Bill: Volume 1, in circostanze molto simili a quelle di molte altre donne che a partire da ottobre 2017 hanno accusato Weinstein di molestie sessuali.

Nel 2005 uscirono tre film con Uma Thurman: Be Cool, in cui recita di nuovo con John Travolta, Prime in cui interpreta una donna che si innamora del figlio della propria psicoterapeuta (Maryl Streep) e The Producers. Nel 2013 ricevette ottime critiche la sua interpretazione di Mrs H. in Nymphomaniac di Lars Von Trier. Negli ultimi anni Thurman ha continuato a lavorare per il cinema, per la televisione e ha debuttato a Broadway, ma senza farsi particolarmente notare.