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  • martedì 21 Aprile 2020

In Afghanistan ci sono decine di positivi al coronavirus nel palazzo presidenziale

E anche fuori da lì è probabile che la situazione sia molto peggiore di quanto suggeriscano i dati ufficiali

Almeno quaranta membri del personale del palazzo presidenziale afghano di Kabul sono risultati positivi al test sul coronavirus. Secondo quanto riferisce il sito della BBC in lingua farsi, il presidente Ashraf Ghani e sua moglie sono stati sottoposti al tampone che ha dato esito negativo. Ghani, che ha 70 anni e a cui è stata asportata gran parte dello stomaco per un cancro decenni fa, è rimasto isolato nelle ultime settimane, mostrandosi di persona solo in alcuni eventi e partecipando alla maggior parte dei suoi impegni in videoconferenza. Domenica scorsa il suo ufficio aveva pubblicato una foto di Ghani che lo ritraeva mentre incontrava funzionari iraniani in visita, indossando mascherina protettiva e guanti in lattice.

Oggi il presidente è comparso in tv in apparente buono stato di salute ed ha invitato la popolazione a prendere sul serio i rischi collegati al virus e a rispettare il distanziamento sociale. In Afghanistan sono stati confermati poco più di mille casi di contagio, ma sono le stesse autorità a sottolineare che il numero è certamente sottostimato rispetto ai casi reali, vista la difficoltà di effettuare i test e conseguentemente al flusso di migliaia di migranti e lavoratori che si spostano attraverso il confine di circa 300 chilometri fra l’Afghanistan e l’Iran, in cui l’epidemia è dilagata con quasi 85mila casi e più di 5mila morti registrati.

Le cose da sapere sul coronavirus

Ora gli ingressi di persone nel palazzo presidenziale sono stati ridotti e ai visitatori viene imposta una rigorosa sanificazione all’ingresso, oltre al controllo della temperatura corporea. Ma all’inizio di marzo, più di due settimane dopo che l’Afghanistan aveva registrato il suo primo caso di positività e il governo scoraggiava grandi raduni, migliaia di persone, provenienti da tutto il paese, si erano ammassate nel palazzo mentre Ghani prestava giuramento per il suo secondo mandato.

(ANSA- EPA/JALIL REZAYEE)

La diffusione del virus all’interno del palazzo presidenziale afghano sta minando il fragile governo di Ghani, già bloccato in una crisi politica conseguenza delle ultime controverse elezioni. L’affluenza era stata molto bassa e in molti avevano parlato di brogli e problemi tecnici nello spoglio: si era votato il 9 settembre del 2019, ma i risultati ufficiali sono arrivati soltanto lo scorso 19 febbraio. Inoltre il governo si sta preparando ad affrontare delicati negoziati per porre fine alla lunga guerra con i talebani.

Pur ammettendo di non avere certezze sulla reale diffusione del virus in assenza della possibilità di effettuare test diffusi, il governo afghano cita ripetutamente come segno di successo nella lotta all’epidemia il basso tasso di mortalità. Ma è difficile stabilire con certezza questo rapporto visto che in Afghanistan la registrazione ufficiale delle morti è rara e l’analisi dell’evoluzione dei casi farebbe pensare che il peggio debba ancora venire.