(AP Photo/Michel Spingler)

Perché si chiama COVID-19

Il nome della malattia causata dal coronavirus SARS-CoV-2 è stato scelto con criteri precisi, stabiliti anni fa

(AP Photo/Michel Spingler)

La malattia provocata dal coronavirus ha ricevuto un nome l’11 febbraio, poche settimane dopo essere stata scoperta in Cina. L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha deciso di chiamarla COVID-19, una sigla composta da diversi elementi: “CO” sta per “corona”, “VI” per virus e “D” per disease (“malattia” in inglese), mentre “19” serve per indicare l’anno di identificazione (la malattia è stata individuata alla fine del 2019).

Il nome è stato scelto dall’OMS, l’agenzia dell’ONU che si occupa di sanità, sulla base di alcune linee guida stabilite nel 2015 per definire le malattie infettive (ciascuna malattia, dopo un periodo di studio, riceve poi un nome ufficiale in base a una classificazione gestita anch’essa dall’OMS).

Le linee guida prevedono che il nome di una nuova malattia infettiva possa contenere elementi che la descrivano in maniera generica o parzialmente specifica – nel caso in questione, la parte “COVI” del nome attribuisce la causa a un coronavirus – e altri elementi che aiutino a distinguerla da altre, come l’anno in cui si è sviluppata, la fascia d’età che colpisce, la sua severità e il periodo dell’anno in cui si sviluppa di solito.

Vanno invece evitate, per evitare alcun tipo di discriminazione, elementi che possano ricondurre la malattia a etnie o gruppi di persone – indicazione disattesa da persone e giornali che si riferiscono al nuovo coronavirus come “virus cinese” o “virus di Wuhan” – oppure parole che «inducano paura ingiustificata» come “fatale”, “epidemica”, “sconosciuta”.

L’OMS ha spiegato inoltre che qualsiasi nuovo virus deve avere un nome diverso dalla malattia che provoca: sia per distinguere meglio le due cose – un virus non è una malattia – e per rendere più facile la vita a chi deve classificarlo e occuparsi di sviluppare un vaccino. Il nome di ciascun nuovo virus viene stabilito dalla Commissione Internazionale per la Tassonomia dei Virus, un organo che dipende dalla principale associazione di microbiologi del mondo.

Il nome che indica la specie del nuovo coronavirus è SARS-CoV-2. “SARS” sta per severe acute respiratory syndrome (“sindrome respiratoria acuta grave” in inglese), “CoV” per il fatto che sia dovuta a un coronavirus e il “2” serve per distinguerla dal SARS-CoV responsabile delle sindromi respiratorie scoperte tra il 2002 e il 2003 in Cina e che poi si diffusero in altri paesi dell’Asia e del resto del mondo (la malattia che comunemente chiamiamo “SARS”).