I candidati alla leadership del partito laburista britannico Keir Starmer, Lisa Nandy e Rebecca Long-Bailey (Ian Forsyth/Getty Images)
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  • venerdì 3 Aprile 2020

Domani si saprà chi guiderà il Labour dopo Corbyn

Il Partito Laburista britannico sceglie il suo nuovo leader, dopo una campagna elettorale segnata dall'emergenza coronavirus

I candidati alla leadership del partito laburista britannico Keir Starmer, Lisa Nandy e Rebecca Long-Bailey (Ian Forsyth/Getty Images)

Domani, sabato 4 aprile, si conoscerà il nome del successore di Jeremy Corbyn alla guida del Partito Laburista britannico dopo la disfatta elettorale subita il 12 dicembre 2019, quando il partito aveva ottenuto il numero più basso di seggi dal 1935. Le elezioni per la leadership sono iniziate il 21 febbraio e si sono concluse il 3 aprile. I tre candidati alla guida del partito sono Rebecca Long-Bailey, Lisa Nandy e Keir Starmer, quest’ultimo considerato il favorito.

Il nuovo leader è scelto tramite il voto degli iscritti al partito, dei sostenitori registrati e dei membri di organizzazioni affiliate (più di mezzo milione di persone). Si è votato in modo “preferenziale”, cioè gli elettori hanno indicato i candidati in ordine di gradimento (instant-runoff voting). Se contando solo il primo voto nessuno dei candidati ottiene il 50 per cento, si elimina il candidato meno votato e si contano le seconde preferenze di chi lo aveva scelto, e così via fino a che qualcuno non raggiunge la maggioranza assoluta.

Anche se l’era di Corbyn si è definitivamente conclusa, nessuno dei candidati alla sua successione sembra poter dare al partito un’identità così marcatamente legata alla figura del leader come il predecessore. La vittoria di Starmer è data dai media britannici praticamente per scontata, ma parallelamente il risultato arriverà dopo una campagna elettorale nel cuore dell’emergenza coronavirus, che ha messo decisamente in secondo piano, agli occhi dell’opinione pubblica, il dibattito interno al Labour, oscurando i candidati (già non molto carismatici).

Già il 13 marzo era stato annunciato che, vista l’emergenza sanitaria, non ci sarebbe stata una conferenza stampa per annunciare il vincitore, che verrà comunicato agli elettori e ai media tramite e-mail. A inizio settimana Rebecca Long-Bailey ha confermato che ai candidati era stato chiesto di registrare un discorso sulla vittoria «in modo che potesse essere trasmesso via radio il più rapidamente possibile».

Dopo la chiusura delle votazioni, il favorito Keir Starmer ha pubblicato un video su Twitter dove ricorda che quella per la guida dei Labour è stata «una lunga campagna e sta finendo in circostanze che nessuno di noi avrebbe potuto prevedere». Per Starmer, nonostante il momento complicato dopo la pesante sconfitta delle ultime elezioni, il partito ha «dimostrato unità». Secondo lui tutti i candidati alla leadership «hanno dimostrato al nostro partito, al nostro movimento e, si spera, al paese che da queste elezioni possa nascere il vero bene comune».

Nel suo videomessaggio diffuso sui social network anche Nandy ha ricordato che le elezioni si sono concluse «nelle circostanze più difficili», ma che durante la campagna i laburisti hanno mostrato di essere un partito «che ha umiltà e fiducia in se stesso» e di essere «onesti quando sbagliamo, ma ambiziosi per il nostro futuro». Nandy si è detta inoltre certa che il Labour sia un partito «che tornerà a vincere».

Il deputato 57enne Keir Starmer è l’ex ministro ombra per la Brexit e uno dei più noti sostenitori della permanenza del Regno Unito nell’Unione Europea all’interno dei Labour. È stato eletto per la prima volta nel 2015 ed è considerato il più moderato dei tre. Avvocato, è stato uno dei più importanti responsabili della pubblica accusa nel sistema giudiziario britannico, e si è battuto affinché il Labour adottasse una posizione apertamente ostile alla Brexit.

Rebecca Long-Bailey ha 40 anni e rappresenterebbe la maggiore continuità con la linea politica di Corbyn. Anche lei è avvocato, ha sostenuto l’ex leader dei laburisti britannici fin dalla sua prima candidatura alla guida del partito nel 2015 e si dice che sia molto legata al principale alleato di Corbyn, il ministro ombra dell’Economia John McDonnell.

Lisa Nandy è nata nel 1979 a Manchester. Suo nonno era il deputato per il North Dorset negli anni Quaranta di quello che allora era il Partito Liberale, e lei ha descritto suo padre come «uno dei pochi» marxisti rimasti nel paese. È stata eletta in Parlamento per la prima volta nel 2010: sotto la guida di Ed Miliband era stata all’opposizione come ministro ombra dell’istruzione, e ministro ombra dell’Energia con Corbyn come leader, ma aveva abbandonato la carica in polemica con la leadership dello stesso Corbyn.