Milanesi per le strade deserte del centro durante l'emergenza coronavirus a Milano, 24 marzo 2020.ANSA/Mourad Balti Touati
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  • giovedì 26 Marzo 2020

Le notizie di giovedì sul coronavirus in Italia

I contagi confermati sono 6.153 in più rispetto a ieri, le morti delle ultime 24 ore 712

Milanesi per le strade deserte del centro durante l'emergenza coronavirus a Milano, 24 marzo 2020.ANSA/Mourad Balti Touati

Secondo i nuovi dati diffusi giovedì dalla Protezione civile, i contagi totali registrati ufficialmente dall’inizio dell’epidemia di COVID-19 in Italia sono stati 80.539: 6.153 in più rispetto a ieri, un aumento maggiore del giorno precedente. Le morti registrate nelle ultime 24 ore sono state 712 (ieri erano state 683) portando il totale a 8.215. I nuovi guariti registrati sono 999, per un totale di 10.861. Le persone attualmente positive sono 62.013 (ieri erano 57.521).

Come già ieri, nella quotidiana conferenza stampa delle 18 della Protezione Civile non c’era il capo Angelo Borrelli, che ieri aveva avuto la febbre ma che è risultato negativo al test per il coronavirus.

La Lombardia, la regione più colpita, ha registrato in tutto 34.889 casi di contagio, con un aumento tra ieri e oggi di 2.643. Il presidente della Regione Attilio Fontana ha detto che «oggi purtroppo i numeri non sono molto belli», spiegando che «il numero dei contagiati è aumentato un po’ troppo rispetto alla linea degli scorsi giorni». Ha detto che è ancora da capire se si tratti di un fatto eccezionale «o se invece il trend dell’aumento ricomincia, e sarebbe abbastanza imbarazzante».

– Leggi anche: La differenza tra il numero di tamponi e il numero delle persone testate

Fontana ha ribadito anche che i tamponi per rilevare il coronavirus in Lombardia sono fatti ai «sintomatici», e che è l’Istituto Superiore di Sanità a raccomandare di non farli agli asintomatici. Il problema però, segnalano da tempo medici ed esperti, è che in Lombardia ormai i tamponi sono riservati perlopiù a chi presenta sintomi di una certa gravità, mentre ne sono esclusi i pazienti con sintomi compatibili con la COVID-19 che non necessitano un ricovero ospedaliero.

Come argomento a sostegno del suo approccio, Fontana ripete da tempo che la Lombardia è la regione che ha fatto più test di tutte. Ma questo è piuttosto scontato, essendo la Lombardia la regione con più contagi. Finora ha fatto circa 82mila test, rilevando oltre 32mila casi positivi. Il Veneto ha fatto quasi 71mila test, rilevando però meno di 6.500 casi. Fontana ha detto comunque di essere pronto a cambiare approccio ai test se gli saranno forniti i materiali necessari, e ricordando comunque che i laboratori lombardi riescono ad analizzare un massimo di 5.000 tamponi al giorno.

– Leggi anche: Il sangue dei convalescenti contro il coronavirus

Tra le altre notizie di oggi sull’epidemia di COVID-19 in Italia, è uscito un nuovo modulo per l’autocertificazione degli spostamenti, aggiornato con le ultime misure e sanzioni decise dal governo. Lo si può scaricare qui.

Oggi ha parlato anche la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina, dicendo che «si tornerà a scuola se e quando, sulla base delle indicazioni degli esperti, le condizioni lo consentiranno». La grande domanda in queste settimane in cui la situazione emergenziale si è aggravata è stata se le scuole riapriranno entro della fine dell’anno accademico: Azzolina ha detto, in pratica, che non si può ancora sapere.