Stephane Peterhansel durante la prima tappa tra Gedda e Al Wajh (AP Photo/Bernat Armangue)
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  • mercoledì 8 Gennaio 2020

Il Rally Dakar per la prima volta in Asia

È l'ultimo grande evento sportivo arrivato in Arabia Saudita, impreziosito dalla presenza dello spagnolo Fernando Alonso

Stephane Peterhansel durante la prima tappa tra Gedda e Al Wajh (AP Photo/Bernat Armangue)

Nell’anno della sua 42ª edizione, la corsa rallistica più famosa al mondo si è trasferita per la prima volta in Asia, in Arabia Saudita. Dopo trent’anni sul percorso originale da Parigi a Dakar che diede il nome alla competizione, e dopo l’ultimo decennio trascorso in Sud America, il Rally Dakar 2020 è iniziato domenica 5 gennaio a Gedda, la seconda città più grande dell’Arabia Saudita. Per tredici giorni, 387 veicoli e 572 piloti iscritti in cinque diverse categorie di mezzi proveranno a completare nel più breve tempo possibile gli oltre 7.500 chilometri di percorso desertico per vincere uno degli appuntamenti motoristici più prestigiosi al mondo.

Il Rally Dakar è solo l’ultimo grande evento sportivo ospitato di recente dall’Arabia Saudita nell’ambito dell’enorme e ambizioso piano di riforme promosso dal principe ereditario saudita Mohammed bin Salman. In sintesi, l’organizzazione di questi grandi eventi può essere ritenuta una vasta operazione volta a migliorare l’immagine internazionale dell’Arabia Saudita. Il paese sta ospitando le Supercoppe di due fra i migliori campionati di calcio al mondo, la Serie A italiana e la Liga spagnola, e di recente ha organizzato nella sua capitale l’attesissimo incontro di pugilato valido per il titolo mondiale dei pesi massimi tra Anthony Joshua e Andy Ruiz.

Oltre allo sbarco in Asia, a ridare rilevanza a un evento che negli ultimi anni, dopo il trasferimento in Sud America per questioni legate alla sicurezza, ha perso molta popolarità, è arrivata la partecipazione dell’ex campione del mondo di Formula 1 Fernando Alonso, al debutto con la Toyota. Per il fuoriclasse spagnolo la Dakar è l’ultima sfida intrapresa dopo la sospensione della carriera in Formula 1. Finora ha vinto la 24 Ore di Le Mans e ha partecipato alla 500 Miglia di Indianapolis, che non ha vinto ma alla quale si ripresenterà quest’anno, per vincere.

A lui si aggiungono alcuni dei piloti che hanno fatto la storia del Rally Dakar, come il francese Stephane Peterhansel, sei volte vincitore in moto e sette in auto, o lo spagnolo Carlos Sainz, vincitore di due edizioni e padre dell’attuale pilota della McLaren in Formula 1. Ci sono inoltre il francese Cyril Despres, vincitore di cinque edizioni nelle moto, e il detentore della categoria auto, il qatariota Nasser Al-Attiyah, che nel tempo libero vince medaglie d’oro olimpiche nel tiro al volo.

Negli ultimi giorni, tra le città di Gedda e Neom, ci sono state le prime tre tappe per un totale di circa 600 chilometri percorsi. È stato il primo assaggio di quella che viene considerata una corsa più imprevedibile rispetto al passato a causa della scarsa familiarità dei piloti con il tragitto, costituito prevalentemente da tratti rocciosi e veloci o sabbiosi e quindi più lenti. La terza tappa, corsa attorno alla città transfrontaliera di Neom, in fase di costruzione vicino al confine con la Giordania, ha visto la rimonta al primo posto dello statunitense Ricky Brabec nelle moto e di Carlos Sainz nelle auto. Alonso e il suo co-pilota spagnolo Marc Coma sono quarti con appena sei minuti di distacco.