(Scott Heins/Getty Images)
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  • lunedì 6 Gennaio 2020

Inizia il processo a Harvey Weinstein

Cosa rischia il noto produttore cinematografico accusato di violenza sessuale, il cui caso due anni fa diede inizio al #metoo

(Scott Heins/Getty Images)

A due anni dall’inizio dello scandalo che lo coinvolse, con decine di accuse di molestie sessuali nei suoi confronti, oggi comincerà a New York il processo contro il produttore cinematografico Harvey Weinstein: avverrà la selezione dei giurati e nei prossimi giorni inizierà il processo vero e proprio, che si dovrebbe concludere nel giro di sei settimane.

Il caso iniziò nell’ottobre del 2017, quando il New York Times e il New Yorker pubblicarono le prime accuse nei suoi confronti, che diedero avvio al #metoo, il movimento collettivo con cui molte donne in tutto il mondo denunciarono le molestie sessuali subite e fino a quel momento taciute.

Il caso di Weinstein è stato quello di cui si è più parlato per quanto riguarda il mondo dello spettacolo, con circa 80 donne, di cui diverse attrici e aspiranti attrici, assistenti, segretarie di produzione e altre lavoratrici del cinema, che parlarono pubblicamente delle molestie subite da Weinstein: tra le altre, Salma Hayek, Asia Argento, Gwyneth Paltrow, Angelina Jolie e Uma Thurman.

Le denunce civili che Weinstein aveva subito in questi due anni sono cadute lo scorso dicembre in seguito a un accordo extragiudiziale, in base a cui Weinstein dovrà risarcire le sue accusatrici con 25 milioni di dollari in tutto (circa 22 milioni di euro). A pagare saranno le società di assicurazione che rappresentano l’ex società di Weinstein, la Weinstein Company, e non lui direttamente. Inoltre, in base all’accordo, né Weinstein né altri membri della società dovranno ammettere alcuna colpa.

Quello di New York è invece il processo penale che si fonderà sulle accuse da parte di due donne che avevano portato nel maggio del 2018 all’arresto di Weinstein, poi liberato su cauzione.

Una delle due donne, l’ex assistente di produzione Mimi Haleyi, ha accusato Weinstein di averla costretta a praticargli sesso orale nel suo appartamento nel 2006, mentre l’altra donna, di cui non è stata diffusa l’identità, lo ha accusato di averla stuprata in un hotel di Manhattan nel 2013.

In tutto i capi di accusa nei confronti di Weinstein sono cinque: uno di atti sessuali criminali, due di stupro e due di atti da predatore sessuale, un reato che si commette quando si compiono più stupri. Quest’ultima accusa è quella più grave e lo stato di New York prevede come pena massima l’ergastolo nel caso in cui si venga riconosciuti colpevoli. Weinstein ha sempre respinto tutte le accuse.

Inizialmente Weinstein era stato incriminato anche per aver aggredito sessualmente una terza donna, Lucia Evans, una consulente di marketing, ma l’accusa era caduta nell’ottobre del 2018 a causa di alcuni errori commessi dal capo investigatore e di problemi interni alla procura di New York.

La maggior parte delle altre accuse rivolte a Weinstein in questi anni non saranno oggetto del procedimento penale: in alcuni casi perché avvenute troppo lontano nel tempo, e in altri perché al di fuori della giurisdizione di New York. Alcune delle donne che lo avevano denunciato testimonieranno durante il processo per avvalorare le accuse di Haleyi e dell’altra donna: tra queste ci sarà anche Annabella Sciorra, attrice della serie tv I Soprano, che era stata una delle prime ad aver accusato pubblicamente Weinstein di averla stuprata nel 1993.

Dai documenti processuali risulta che testimonieranno almeno altre tre donne, di cui al momento non si conosce l’identità.

Il New York Times scrive che proprio queste testimonianze potranno risultare fondamentali ai fini dell’accusa, come era successo in un caso simile, quello dell’attore Bill Cosby.

Cosby fu condannato nell’aprile del 2018 da un tribunale della Pennsylvania da tre a dieci anni di carcere per violenza sessuale aggravata nei confronti di Andrea Constand, una dipendente della Temple University. Nel primo processo le testimonianze di altre accusatrici non furono ammesse, e si giunse a un “mistrial”, cioè l’annullamento del processo, perché la giuria non era riuscita a raggiungere un verdetto. Nel secondo processo, invece, le accuse delle testimoni furono formalizzate e utilizzate come testimonianze durante il procedimento.