(AP Photo/Bernat Armangue)
  • Scienza
  • domenica 15 Dicembre 2019

La deludente conclusione della COP25

La conferenza dell’ONU sul cambiamento climatico, terminata domenica a Madrid, è stata un fallimento

(AP Photo/Bernat Armangue)

Domenica pomeriggio si è conclusa a Madrid, in Spagna, la 25esima conferenza sul cambiamento climatico organizzata dall’ONU, soprannominata anche COP25. A detta della maggior parte degli osservatori, la conferenza si è conclusa con un sostanziale fallimento: non sono state prese decisioni particolarmente rilevanti o ambiziose e non è stato trovato un compromesso su uno dei temi più delicati, cioè il meccanismo che in futuro dovrebbe permettere ai paesi che inquinano di meno di «cedere» la quota rimanente di gas serra a paesi che inquinano di più.

Nei documenti approvati alla fine della conferenza dalla plenaria – che non ha trovato l’intesa su un unico testo finale – c’è anche l’impegno a presentare piani per ridurre ulteriormente le proprie emissioni di gas serra per raggiungere gli obiettivi fissati dagli Accordi di Parigi sul clima (che erano basati su calcoli ormai vecchi). La mozione tuttavia non è vincolante. A frenare compromessi ambiziosi su vari punti sono intervenuti i delegati di diversi paesi fra cui Brasile e soprattutto gli Stati Uniti, che da poche settimane hanno avviato le procedure per uscire formalmente dagli Accordi di Parigi.

Già da qualche giorno i partecipanti alla conferenza avevano l’impressione che non sarebbe stato possibile raggiungere un ampio compromesso sui tanti temi di discussione. Ieri sera la nota attivista per il clima Greta Thunberg aveva scritto che la conferenza stava «fallendo», mentre oggi pomeriggio il segretario generale dell’ONU António Guterres ha ammesso di essere «deluso» della fine della conferenza (che pure è terminata in ritardo di quasi due giorni sul calendario ufficiale, per cercare di trovare un compromesso dell’ultimo minuto). Buona parte delle controversie dovrà essere risolta entro la prossima conferenza sul clima che si terrà a Glasgow nel 2020, in cui probabilmente la pressione sarà ancora più alta.