La strada statale 106, novembre 2015 (ANSA/ UFFICIO STAMPA ANAS)

“Statale 106”, la storia della ‘ndrangheta lungo una strada

Attraversa la Calabria e ha una «densità criminale unica al mondo», spiega Antonio Talia nel suo nuovo libro: se ne parla martedì al Circolo dei lettori di Torino

La strada statale 106, novembre 2015 (ANSA/ UFFICIO STAMPA ANAS)

La statale 106, in Calabria, è una strada con una «densità criminale unica al mondo», scrive Antonio Talia nel suo libro. Martedì 3 dicembre lo presenterà al Circolo dei lettori di Torino: si chiama appunto Statale 106, è pubblicato dalla casa editrice Minimum fax. L’incontro inizierà alle 18 e sarà condotto da Massimiliano Coccia di Radio Radicale. Il libro racconta un viaggio nella Calabria della ‘ndrangheta seguendo l’itinerario della strada che da Reggio Calabria segue la costa del Mar Ionio fino ad arrivare in Basilicata.

Seguendo questo percorso, Talia racconta omicidi di illustri politici avvenuti nelle località balneari a pochi chilometri da Reggio, faide sanguinose consumate tra le montagne dell’Aspromonte e crimini compiuti in Canada, Australia e Germania dai membri dei clan (tra le altre, c’è anche una bizzarra storia di rapimenti, riscatti e allevamenti di struzzi). Il racconto si basa sugli atti di decine di processi, sulle interviste a numerosi testimoni e sul reportage che Talia ha compiuto seguendo il percorso della statale e visitando luoghi come San Luca, il paese montuoso dove ha avuto origine la strage di Duisburg del 2007, l’evento che rivelò ai media di tutto il mondo come la ‘ndrangheta fosse ormai divenuta la più potente delle organizzazioni criminali italiane.

Talia, nato a Reggio Calabria, è coautore dei programmi “Nessun luogo è lontano” e “Io sono il cattivo” di Radio 24. In passato ha lavorato come corrispondente dalla Cina per alcune agenzie di stampa e ha pubblicato numerose inchieste sul riciclaggio tra Italia e Cina, sulle gang di strada in Svezia, sul jihadismo in Indonesia e su operazioni finanziarie illecite a Hong Kong.