Eniola Aluko con la Juventus (Getty Images)
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  • venerdì 29 novembre 2019

Eniola Aluko e il razzismo di tutti i giorni in Italia

La calciatrice inglese della Juventus, che lascerà la Serie A con metà stagione di anticipo, ha descritto il razzismo trovato a Torino e nel calcio italiano

Eniola Aluko con la Juventus (Getty Images)

Questo fine settimana la calciatrice inglese della Juventus femminile, Eniola Aluko, giocherà la sua ultima partita nel campionato italiano, concludendo la sua esperienza con metà stagione di anticipo. Aluko arrivò a Torino un anno fa, vincendo poi tutti i trofei nazionali nel suo primo e unico anno intero in Italia. Ha annunciato pubblicamente l’intenzione di lasciare la Juventus dopo la partita di sabato contro la Fiorentina in un articolo pubblicato sul Guardian, giornale inglese con il quale collabora da oltre un anno.

Aluko ha descritto in modo più che positivo la sua esperienza nella Juventus, ma ha anche rivelato di aver avuto difficoltà ad ambientarsi a Torino e ha descritto il razzismo trovato nella vita di tutti i giorni e nel calcio a livello nazionale.

Torino mi è sembrata arretrata di decenni in termini di integrazione. Mi sono stancata di entrare nei negozi e sentirmi come se il proprietario si aspettasse che potessi rubare qualcosa. Tante volte arrivi all’aeroporto di Torino e i cani ti fiutano come se fossi Pablo Escobar. Non ho sofferto episodi di razzismo in campionato, ma in Italia e nel calcio italiano il problema esiste, ed è la risposta che mi preoccupa veramente, dai presidenti ai tifosi del calcio maschile che sembrano vederlo come una parte della cultura del tifo.

Penso di aver ottenuto molto a Torino. Ho vinto trofei, segnato gol, giocato all’Allianz Stadium, imparato l’italiano e scoperto il paese. Ora non vedo l’ora di tornare a Londra, non solo perché lì ho i miei amici e la mia famiglia, ma perché mi aspettano tante grandi opportunità.

Leggi anche: Perché la Serie A non reagisce al razzismo

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