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  • giovedì 28 Novembre 2019

L’Ungheria non parteciperà all’Eurovision Song Contest del 2020

L’Ungheria non parteciperà all’Eurovision Song Contest del 2020, l’annuale gara di canzoni per i paesi membri dell’Unione Europea di Radiodiffusione, un’organizzazione che raccoglie alcune delle principali emittenti nazionali d’Europa. Per il ritiro non è stata data alcuna motivazione ufficiale, ma su molti giornali circola l’ipotesi che l’Eurovision sarebbe poco gradito al governo di destra radicale di Viktor Orbán che è contrario a qualsiasi processo che porti a una maggiore integrazione europea e che ha posizioni molto controverse sui diritti delle donne e delle persone LGBTQI.

Orbán porta avanti da tempo una pesante propaganda contro il cosiddetto “gender” e a favore della famiglia tradizionale. Qualche mese fa il portavoce del parlamento ungherese aveva associato l’omosessualità alla pedofilia, e un commentatore televisivo filo-governativo aveva definito l’Eurovision «una flottiglia omosessuale» dicendo che la mancata partecipazione del suo paese avrebbe portato beneficio alla salute mentale della nazione. Secondo alcune fonti anonime citate dal Guardian, l’Eurovision sarebbe considerato «troppo gay». Nel frattempo, l’emittente pubblica ungherese, MTVA, controllata dal governo, ha fatto sapere che «invece di prendere parte all’Eurovision Song Contest nel 2020» sosterrà «direttamente le preziose produzioni dei talenti della musica pop ungherese».

Conchita Wurst, una delle vincitrici dell'Eurovision Song Contest, mentre si esibisce al Parlamento Europeo, Bruxelles, 8 ottobre 2014 (AFP PHOTO/EMMANUEL DUNAND)