(Justin Sullivan/Getty Images)

La lotta per i bottoni di pagamento

Sono quelli che permettono di fare acquisti online senza inserire i numeri della carta di credito: PayPal l'ha fatta da padrone fin qui, ma è arrivata la concorrenza

(Justin Sullivan/Getty Images)

Lo scorso ottobre Visa, Mastercard, American Express e Discover, quattro delle principali aziende statunitensi che offrono carte di credito, hanno presentato un proprio servizio congiunto che permette di effettuare pagamenti online premendo su un bottone. Si tratta di uno di quei pulsanti che si trovano di solito sui siti di e-commerce nella sezione in cui bisogna scegliere un metodo di pagamento. Tra le opzioni di solito si può scegliere di pagare con carta di credito e inserire manualmente i numeri della propria carta, oppure premere un pulsante che rimanda a una pagina esterna in cui i dati della carta sono registrati in un portafogli virtuale, e quindi non serve inserirli.

Il bottone di pagamento creato da Visa, Mastercard, American Express e Discover

Come ha raccontato di recente il Wall Street Journal, il nuovo bottone, basato su uno standard comune chiamato secure remote commerce (SRC), prenderà il posto dei bottoni già esistenti delle singole società (come o Visa Checkout o Masterpass), e servirà soprattutto a fare concorrenza all’azienda che finora ha dominato il settore dei pagamenti online, cioè PayPal. Quest’ultima, infatti, è stata tra le prime aziende al mondo a offrire questo servizio e secondo una ricerca della banca d’affari Morgan Stanley, ad esclusione di Amazon dove i pagamenti diretti con PayPal non sono accettati, 369 dei 477 principali siti di e-commerce al mondo offrono la possibilità di pagare tramite il bottone di PayPal, mentre i bottoni delle altre società sono presenti al massimo su 70 siti.

PayPal, però, non è il solo avversario con cui aziende Visa, Mastercard e American Express devono fare i conti. La stessa Amazon ha creato un proprio bottone per effettuare pagamenti su altri siti, utilizzando come metodo di pagamento il conto associato al proprio account Amazon. Tra i vari servizi disponibili ci sono anche quello di Apple Pay e Google Pay, a cui gli utenti possono collegare il proprio conto e poi pagare rapidamente premendo il bottone relativo sui vari siti.

Al momento il pagamento tramite bottoni è ancora limitato, ma le aziende ci stanno puntando sempre di più, e credono che in futuro possa diventare il principale metodo di pagamento online. Secondo la società di ricerca MoffettNathanson, infatti, al di fuori di Amazon – il più grande negozio di e-commerce in Europa e negli Stati Uniti – due terzi dei pagamenti online avvengono ancora inserendo a mano i dati della propria carta o attraverso transazioni card on file, cioè quando si decide di memorizzare i dati della propria carta nella pagine di pagamento di un determinato sito.

Creare dei bottoni di pagamento permette a società come Visa e Mastercard di ottenere commissioni più alte, di contrastare la possibilità di truffe online e di memorizzare maggiori dati sugli utenti e sulle loro abitudini online. Ma aiuta anche gli stessi siti di e-commerce, che possono offrire un’esperienza di acquisto migliore e più rapida ai clienti ed evitare il fenomeno del cosiddetto “abbandono del carrello”. Infatti il metodo classico di pagamento attraverso l’inserimento dei numeri della carta di credito a mano scoraggia molti potenziali acquirenti, che al momento di concludere la transazione lasciano il sito: chi perché non ha vicino a sé la carta di credito, chi perché non ha voglia di digitare a mano i numeri, chi perché ha una carta di debito non adatta ai pagamenti online o necessita che la propria banca generi un codice di conferma prima di completare il pagamento.

Durante il Black Friday del 2018, per esempio, oltre l’80 per cento delle transazioni iniziate non sono state completate, secondo una ricerca di Barilliance, azienda che fornisce strumenti ai siti di e-commerce per ottimizzare l’esperienza d’acquisto degli utenti. Il bottone semplifica le transazioni ed evita tutti questi problemi: permette di creare un portafogli virtuale dove tutti quei passaggi vengono fatti una sola volta, all’inizio della registrazione, e in seguito per completare i pagamenti è necessario solamente ricordare email e password.

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