Aung San Suu Kyi difenderà le misure prese dal governo del Myanmar contro i rohingya in un’audizione alla Corte internazionale di giustizia

(PIERRE EMMANUEL DELETREE/Pool/Getty Images)
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Aung San Suu Kyi, ex Nobel per la Pace e attuale ministro degli Esteri del Myanmar, difenderà le misure prese dal suo governo contro la minoranza musulmana dei rohingya nel 2017 durante un’udienza alla Corte internazionale di giustizia, il tribunale che risolve le controversie fra stati che appartengono all’ONU. Lo ha comunicato un portavoce del partito di Aung San Suu Kyi, la Lega Nazionale per la Democrazia.

Già dal 2017 Aung San Suu Kyi è stata molto criticata per avere difeso le violenze sistematiche che il governo del Myanmar compì in estate contro l’intera popolazione rohingya dopo alcuni scontri con le sue frange ribelli: i giornali internazionali e le principali ong internazionali hanno riportato uccisioni indiscriminate, incendi di interi villaggi e stupri diffusi e sistematici. La scorsa settimana la Corte penale internazionale (ICC) aveva annunciato l’apertura di un’inchiesta sui presunti crimini contro l’umanità commessi dal Myanmar contro la minoranza i rohingya.

La Corte internazionale di giustizia ha deciso di esaminare il caso dopo che un rapporto sulle violenze commesse dal governo del Myanmar è stato presentato dal Gambia, un piccolo paese africano a stragrande maggioranza musulmana, appoggiato da diversi altri paesi a maggioranza musulmana. Le audizioni si terranno fra il 10 e il 12 dicembre, e solo dopo aver sentito le ragioni di entrambe le parti la Corte deciderà se avviare un processo.