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  • lunedì 11 Novembre 2019

Il CEO di Uber ha provato a ridimensionare l’omicidio di Khashoggi

Ha detto che è stato «un errore» ma che «le persone fanno errori, e non per questo non devono essere perdonate», poi ha corretto il tiro

Dara Khosrowshahi, CEO di Uber, l’azienda nota per il suo servizio a metà tra i taxi e il noleggio di auto con autista, ha dato un’intervista alla trasmissione Axios on HBO, realizzata dai giornalisti Mike Allen e Dan Primack, giornalisti del sito di news Axios, di cui si è parlato molto soprattutto per una controversa dichiarazione riguardante l’omicidio del giornalista e dissidente saudita Jamal Khashoggi, morto nel consolato dell’Arabia Saudita a Istanbul il 2 ottobre del 2018.

Primack ha domandato a Khosrowshahi se Yasir Al-Rumayyan, a capo del fondo sovrano saudita, quinto maggiore investitore di Uber, debba rimanere nel board (il consiglio di amministrazione) della azienda oppure no, visto che rappresenta il governo saudita e che il principe ereditario saudita Mohammed bin Salman è sospettato di essere stato il mandante dell’omicidio di Khashoggi. Khosrowshahi ha risposto dicendo che l’omicidio di Khashoggi «è stato un errore, un grave errore» da parte del governo saudita e ha aggiunto che «anche noi abbiamo fatto errori», paragonando l’uccisione di Khashoggi ai problemi con le auto a guida autonoma di Uber (nel 2018 un’auto a guida autonoma con problemi di software investì e uccise una donna). «Le persone fanno errori, e non per questo non devono essere perdonate», ha aggiunto Khosrowshahi.

Quando Primack gli ha fatto notare che c’è un rapporto della CIA, l’agenzia di intelligence straniera statunitense, secondo cui è stato Mohammed bin Salman a ordinare l’omicidio del giornalista dissidente, e che non si può paragonare un omicidio intenzionale a un errore non intenzionale, come quello delle auto a guida autonoma di Uber, Khosrowshahi ha risposto dicendo di non aver letto quella parte del rapporto e che l’Arabia Saudita è come qualsiasi altro investitore e che essendo Uber quotata in borsa chiunque può investire nella società. Il giorno successivo all’intervista Khosrowshahi, che è americano di origini iraniane e ha 50 anni, ha inviato ai giornalisti di Axios una email di rettifica con scritto: «In quel momento ho detto qualcosa in cui non credo. L’omicidio di Khashoggi è riprovevole e non si può né dimenticare né scusare».