Una canzone dei Lambchop

Due dei più grandi musicisti di tutti i tempi si chiamano Wagner

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Per celebrare l’arrivo alla centesima canzone, e per mettere della bellezza nelle serate domestiche e difficili di tutti in questo periodo, questa e altre 19 canzoni sono accessibili a tutti (12 marzo 2020).

Is a woman
Dei Lambchop avevo scritto questa cosa in Playlist:
Due dei più grandi musicisti di tutti i tempi si chiamano Wagner. Uno è Kurt, leader e ispiratore di una band di Nashville che a volte raggiunge la quindicina di elementi e che per alcuni è la cosa più importante accaduta al rock americano dalla metà degli anni Novanta. I Lambchop sono elaboratori geniali del suono sdolcinato: orchestratori di testi ironici, a metà tra il soul e il country & western e qualcos’altro che non esisteva.
Negli ultimi dischi Wagner ha messo più suoni elettronici e impapocchiato anche la sua voce, con bei risultati anche se ogni tanto ripetitivi. Sarebbe ora di qualche altra svolta, forse. Ma insomma, invece ancora nel 2002 fecero questo disco: l’anno scorso ho comprato la versione in vinile, malgrado la fatica che è un disco doppio e gira e rigira (l’hai voluto il vinile?): e questa canzone che esce dal 33 giri è una meraviglia, col pianoforte e lui che sembra di averli lì, dietro il tuo divano. Ma era una meraviglia lo stesso (le cuffie, mi raccomando), e riprendo di nuovo la cosa che ne avevo scritto.
“Is a woman” è bellissima, cantata da dio assieme a un pianoforte, e uno immagina che non possano che averla incisa di notte. Poi un po’ alla volta entrano gli altri suoni, sempre piano piano, e loro stessi devono averla trovata troppo canonicamente bella: e allora a metà la fanno diventare reggae. Fu remixata in versione lounge e inserita in una di quelle compilation con le parole “sushi” o “chill” nel titolo.
Tredici anni fa lo intervistai, Wagner: lo avevo rimosso e ho ritrovato ora questa cosa che ne scrissi. Si capisce perché lo avevo rimosso.

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