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  • lunedì 21 ottobre 2019

Il Parlamento britannico non voterà oggi l’accordo su Brexit

Lo speaker della Camera bassa del Parlamento britannico, John Bercow, ha deciso di non ammettere la seconda proposta avanzata in pochi giorni dal governo britannico di Boris Johnson di tenere il meaningful vote, il voto “definitivo” sull’accordo su Brexit della scorsa settimana tra il governo e i negoziatori europei. Bercow ha detto che il voto oggi non ci sarà, perché si sarebbe tenuto sullo stesso testo che era stato sottoposto a discussione e votazione del parlamento sabato, solo due giorni fa.

In quell’occasione, il meaningful vote era stato calendarizzato ma non si era tenuto perché la maggioranza dei parlamentari aveva approvato il cosiddetto “emendamento Letwin”, presentato per fare in modo che il meaningful vote si tenesse dopo il voto sul Withdrawal Agreement, le leggi attuative su Brexit; questo perché una maggioranza trasversale temeva che se il testo di Brexit fosse stato approvato prima delle leggi necessarie per assicurarne l’applicazione qualcuno avrebbe potuto farlo fallire in uno dei successivi voti, e lasciare che il 31 ottobre il Regno Unito uscisse dall’Unione Europea senza alcun tipo di accordo. Bercow ha spiegato che nonostante il meaningful vote non si sia effettivamente tenuto, era stato calendarizzato e quindi è da ritenere un precedente rilevante nell’ambito dei lavori parlamentari.

La decisione di Bercow costringe il governo a rimandare ancora il meaningful vote, in un momento in cui sembrava possibile che il governo avesse trovato una maggioranza: stamattina ne erano sicuri tutti i principali giornali britannici, secondo cui Johnson aveva trovato tutti i 320 voti necessari e forse qualcuno in più.

La decisione di Bercow di oggi significa anche che, prima di rivotare l’accordo, il Parlamento britannico dovrà discutere e approvare il cosiddetto Withdrawal Agreement, cioè in sostanza l’insieme di leggi necessarie ad applicare l’uscita del Regno Unito, fra cui il trattato internazionale fra Regno Unito e Unione Europea. Al Withdrawal Agreement potranno però essere votati degli emendamenti, già proposti dalle opposizioni, tra cui il fatto di tenere un secondo referendum sull’accordo su Brexit e inserire un ulteriore meccanismo per evitare il “no deal“, cioè l’uscita senza accordo. Il governo voleva tenere il meaningful vote prima di discutere il Withdrawal Agreement proprio per impedire a una eventuale maggioranza trasversale in Parlamento di esigere modifiche all’accordo negoziato e approvato dall’Unione Europea.

John Bercow (House of Commons/PA Wire)

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