Fumo causato da automobili incendiate a Culiacán, in Messico, il 17 ottobre 2019 (AP Photo/Hector Parra)
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  • venerdì 18 ottobre 2019

La guerriglia urbana in Messico per il figlio di “El Chapo”

È andata avanti per ore nella città di Culiacán, dopo che la polizia aveva identificato per caso Ovidio Guzmán López

Fumo causato da automobili incendiate a Culiacán, in Messico, il 17 ottobre 2019 (AP Photo/Hector Parra)

Giovedì a Culiacán, il capoluogo dello stato messicano del Sinaloa, ci sono stati grossi scontri tra polizia ed esercito da un lato e il potente cartello della droga locale dall’altro: numerose automobili sono state incendiate nel centro della città, mentre gruppi di uomini armati si spostavano a bordo di pick-up su cui erano montate delle mitragliatrici, spaventando la popolazione.

Gli scontri sono iniziati dopo alcuni controlli di routine, durante i quali la polizia aveva identificato Ovidio Guzmán López, figlio del narcotrafficante Joaquín Guzmán Loera, più noto come “El Chapo”, e considerato attualmente una delle persone a capo del cartello. Sembra che il cartello abbia dato inizio alle violenze e alla confusione in città per proteggere Guzmán López: non è chiaro se fosse stato arrestato o meno, ma dalle ricostruzioni dei giornali pare che il cartello di Sinaloa abbia avuto la meglio sulle forze dell’ordine.

Per tutto il giorno sono andate avanti intense sparatorie e i cittadini di Culiacán sono fuggiti o si sono barricati in casa per cercare di stare al sicuro. Non ci sono notizie ufficiali di morti, ma nelle fotografie scattate durante le ore di caos e in alcuni video diffusi sui social network si vedono corpi fermi a terra per le strade della città. Nella confusione sembra che sia avvenuta anche una grossa evasione dal carcere cittadino.

El Chapo ha 62 anni e si trova in carcere negli Stati Uniti dal 2017: quest’estate è stato condannato all’ergastolo. Il cartello di Sinaloa è tuttora considerato il principale esportatore di droga negli Stati Uniti. Ovidio Guzmán López ha 28 anni ed è ricercato negli Stati Uniti per le sue attività legate al narcotraffico. Con gli altri figli di El Chapo, Iván Archivaldo Guzmán e Jesús Alfredo Guzmán, è noto come uno dei “los Chapitos”; si pensa che i tre gestiscano il cartello di Sinaloa insieme a Ismael “El Mayo” Zambada.

Il ministro della Sicurezza messicano, Alfonso Durazo, ha detto a Reuters che Guzmán López è stato brevemente arrestato ma che poi si è deciso di lasciarlo libero per proteggere la popolazione. Il governo del Sinaloa ha detto all’agenzia di stampa AFP di «stare lavorando per ripristinare la calma e l’ordine». Il Sinaloa è uno degli stati settentrionali del Messico. Culiacán ha 800mila abitanti e si trova a circa mille chilometri dal confine con gli Stati Uniti.

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