Jeans con messaggi che sfidano i pregiudizi sulla violenza sessuale, appesi nel campus dell'Università della California, a Los Angeles, nel 2004. Quella forma di protesta nacque e si diffuse in tutto il mondo dopo la celebre "sentenza dei jeans" della Corte di Cassazione italiana (David McNew/Getty Images)
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  • sabato 12 Ottobre 2019

Negli Stati Uniti tutti i crimini sono diminuiti tranne uno: lo stupro

E dipende solo in parte da una modifica alla definizione del reato, più ampia e inclusiva

Jeans con messaggi che sfidano i pregiudizi sulla violenza sessuale, appesi nel campus dell'Università della California, a Los Angeles, nel 2004. Quella forma di protesta nacque e si diffuse in tutto il mondo dopo la celebre "sentenza dei jeans" della Corte di Cassazione italiana (David McNew/Getty Images)

Lo scorso anno, e per il secondo anno consecutivo, negli Stati Uniti il numero complessivo dei crimini denunciati è sceso: sono diminuiti sia i crimini violenti (come omicidi, rapine e aggressioni) sia i cosiddetti crimini di proprietà (come i furti). Lo dicono i dati recentemente pubblicati dall’FBI. Gli stessi dati dicono anche che c’è un crimine che invece è aumentato per il sesto anno consecutivo: lo stupro. E questo dipende solo in parte dal fatto che la definizione di quel reato sia stata ampliata e resa più inclusiva, da qualche anno a questa parte.

Dal 1929 negli Stati Uniti lo stupro era definito come «conoscenza carnale di una donna, in maniera forzata e contro la sua volontà». La formula, secondo le associazioni femministe, era antiquata e intrisa di stereotipi legati al sesso, e aveva portato a statistiche non corrette. Il problema non è semplicemente linguistico: le statistiche hanno conseguenze sui finanziamenti nella lotta contro i reati e sull’indirizzo delle risorse per l’assistenza e la prevenzione.

Nel gennaio del 2012 la Casa Bianca aveva dunque annunciato la revisione della definizione di «stupro». La nuova formula prevede entrambi i generi tra le vittime e gli aggressori, include altre forme di aggressione sessuale prima non considerate, compresa la penetrazione orale o anale, e i casi in cui la vittima non può dare il proprio consenso perché sotto l’effetto di alcol, droga o perché mentalmente incapace: l’espressione «in maniera forzata» è stata infatti sostituita con «senza il consenso della vittima». Nel 2012 l’FBI aveva contato circa 82 mila stupri, basandosi sulla definizione in vigore da più di ottant’anni; dopo la modifica della definizione, l’agenzia ha portato il numero dei casi avvenuti nel 2012 a oltre 113 mila.

I dati del 2018 dicono che sono stati segnalati circa 139.380 stupri, con un aumento del 2,7 per cento rispetto al 2017: il numero include anche i tentativi di stupro e le aggressioni con intenzione di commettere uno stupro, ma non conta gli stupri su minori o i casi di incesto (nella tabella qui sotto ci sono le variazioni percentuali degli eventi e della loro incidenza ogni 100mila persone).

Negli Stati Uniti, così come altrove, lo stupro è comunque sottostimato. Secondo le ultime informazioni pubblicate dal Bureau of Justice Statistics nel National Crime Victimization Survey (che si ritiene dia una mappa più realistica dei crimini, anche di quelli non denunciati), circa 734.630 persone negli Stati Uniti sono state stuprate o aggredite sessualmente nel 2018: 284.350 casi in più rispetto al 2o12 e il quintuplo di quanto riportato nel rapporto dell’FBI (che registra solamente i casi denunciati).

Secondo Kristen Houser, portavoce del National Sexual Violence Resource Center, «le vittime non denunciano nulla perché credono che non verrà fatto nulla e che non riceveranno una risposta adeguata. Dobbiamo tenere presente che il sistema di giustizia penale è un riflesso delle comunità in cui quello stesso sistema opera. È molto facile dire che la polizia o i pubblici ministeri devono fare di più. Ma alla fine, non possono e non lo faranno se tutti non facciamo di più».