(AP Photo/J. Scott Applewhite, File)
  • Mondo
  • mercoledì 2 Ottobre 2019

Il Newseum chiuderà alla fine del 2019

Dopo anni di grave crisi, il più importante museo sul giornalismo statunitense ha venduto il suo imponente edificio

(AP Photo/J. Scott Applewhite, File)

Il Newseum, il più importante museo sul giornalismo statunitense che si trova a Washington D.C., ha annunciato che chiuderà il 31 dicembre del 2019. Il museo aveva aperto nel 1997 e si era spostato in una nuova e imponente sede da 60mila metri quadri nel 2008.

Il Newseum da anni aveva gravi problemi finanziari, con costi di gestione dell’edificio molto superiori alle entrate, che nel 2013 avevano costretto la dirigenza a licenziare 32 dei suoi 152 impiegati a tempo pieno e circa 80 lavoratori part time. Nell’agosto del 2017 il presidente del museo Jeffrey Herbst si dimise e la società proprietaria del Newseum iniziò a valutare l’ipotesi di vendere l’edificio. Infine nel gennaio del 2019 è stato trovato un accordo con la Johns Hopkins University, che ha rilevato la sede del Newseum per 372,5 milioni di dollari (circa 340 milioni di euro).

Il Newseum fu fondato nel 1997 da Freedom Forum, una fondazione no profit che si occupa di libertà di stampa, e fu aperto una prima volta ad Arlington, in Virginia: nel giro di pochi anni i fondatori decisero di ingrandirlo e spostarne la sede. Nel 2002 il museo originale fu chiuso e iniziarono i lavori per la nuova sede, a Washington DC in Pennsylvania Avenue (la stessa strada della Casa Bianca).

L’edificio è stato progettato dagli architetti Ralph Appelbaum e James Stewart Polshek, è grande 23 mila metri quadrati e i lavori di costruzione sono costati 450 milioni di dollari. Sulla facciata c’è un pannello in pietra alto quattro piani su cui sono scolpite 45 parole tratte dal Primo emendamento della Costituzione americana, su cui si fonda negli Stati Uniti il principio della libertà di stampa e di espressione. Il museo ospita esposizioni permanenti che raccontano la storia del giornalismo. Conserva fra le altre cose anche la più larga sezione del muro di Berlino al di fuori della Germania, una grande raccolta di prime pagine con gli accadimenti più importanti degli ultimi due secoli e un memoriale di vetro su cui sono scolpiti i nomi dei giornalisti morti in servizio, aggiornato ogni anno. C’è anche un’ampia sezione dedicata agli attentati dell’11 settembre 2001.

Il museo rimarrà aperto fino alla fine del 2019 e i biglietti fino ad allora saranno in vendita con il 15 per cento di sconto. Dopo il 31 dicembre il pannello con le parole del Primo emendamento verrà rimosso e la facciata dell’edificio verrà riprogettata dagli stessi architetti che l’avevano ideata. La portavoce del museo Sonya Gavankar ha detto che il pannello appartiene al Newseum e che verrà spostato in una nuova sede del museo, che però al momento non è stata trovata.