Partiti italiani di cui forse vi siete dimenticati

Un ripasso, in attesa di scoprire che cosa succederà a "Italia Viva": "Direzione Italia" vi dice niente? E "Forza del Sud"?

Il 17 settembre l’ex presidente del Consiglio Matteo Renzi ha annunciato che lascerà il PD per fondare un nuovo partito, che per ora si costituirà nella forma di due gruppi parlamentari, uno alla Camera e uno al Senato, e che continuerà a sostenere il governo Conte. Il nuovo partito si chiamerà Italia Viva e si aggiungerà a una lista di partiti che nel corso degli anni hanno avuto una delegazione in Parlamento: alcuni hanno avuto più fortuna, altri sono durati il tempo di una legislatura e poi scomparsi o confluiti in qualche altro partito più grande.

Prendendo in considerazione i partiti che hanno avuto una rappresentanza in Parlamento almeno una volta dal 2000 in poi – se no diventava una lista lunga come l’elenco telefonico – abbiamo raccolto di seguito alcuni di quelli meno noti, che forse non tutti ricordano siano esistiti o che non sanno associare a un volto o a una corrente precisa.

– Centro Cristiano Democratico (CCD) e Cristiani Democratici Uniti (CDU)
Sono entrambi nati come costole dell’ex Democrazia Cristiana, e le loro strade si incrociarono più volte nel corso degli anni Novanta. Con lo scioglimento della DC alcuni esponenti moderati, tra cui Pier Ferdinando Casini e Clemente Mastella, decisero di non aderire al neonato Partito Popolare, per timore che potesse entrare in una coalizione di centrosinistra, e fondarono quindi il Centro Cristiano Democratico, che alle elezioni del 1994 appoggiò il centrodestra. Il CDU nacque invece nel 1995 e fu fondato da Rocco Buttiglione, che fuoriuscì dal Partito Popolare proprio perché voleva appoggiare Silvio Berlusconi alle elezioni politiche del 1996, vinte poi dal centrosinistra.

CCD e CDU inizialmente formarono un gruppo parlamentare unico, ma nel 1998 il partito si divise e Clemente Mastella andò a fondare i Cristiani Democratici per la Repubblica che poi aderirono, insieme al CDU, all’Unione Democratica per la Repubblica (UDR), partito fondato dall’ex presidente della Repubblica Francesco Cossiga. Mastella divenne il leader dell’UDR che alle elezioni europee del 1999 cambiò il nome in UDEUR e che appoggiò in seguito il centrosinistra. Buttiglione in disaccordo con questa scelta uscì dal partito e ricostituì il CDU, che nel luglio del 1999 confluì nel centrodestra. Nel 2001 CCD e CDU parteciparono alla fondazione della Casa delle libertà, che vinse le elezioni e portò Silvio Berlusconi a diventare presidente del Consiglio per la seconda volta. Nel 2002 CCD e CDU si sciolsero per fondare un nuovo partito, l’Unione dei Democratici Cristiani e di Centro (UDC), con Rocco Buttiglione come presidente.

Pierferdinando Casini e Rocco Buttiglione (GIUSEPPE GIGLIA/ANSA/DEF)

– Rinnovamento Italiano (RI)
Fu fondato dall’ex presidente del Consiglio Lamberto Dini nel 1996, che con questa formazione partecipò alle elezioni politiche del 1996 in coalizione con il centrosinistra. Il partito si presentò nella quota proporzionale insieme a Socialisti Italiani, al Patto Segni e al Movimento Italiano Democratico: la lista ottenne il 4,3 per cento dei voti, 26 deputati (di cui dieci a RI) e 11 senatori (di cui quattro a RI). Negli anni successivi molti parlamentari fuoriuscirono dal partito e alle elezioni europee del 1999 RI prese solo l’1,1 per cento dei voti. Nel 2001 si sciolse per confluire nella Margherita.

Lamberto Dini (ANSA)

– I Democratici (DEM) 
Fu un partito fondato nel 1999 da Romano Prodi e Arturo Parisi, con l’obiettivo di unire i cristiano-sociali, i liberali e i socialdemocratici. Alla fondazione parteciparono diversi movimenti guidati da sindaci di centrosinistra, l’Italia dei Valori di Antonio Di Pietro (che poi ne uscirà), Leoluca Orlando, il Movimento per l’Ulivo di Marina Magistrelli e l’Unione Democratica di Antonio Maccanico. Inizialmente il presidente fu Romano Prodi, ma dopo che questo divenne presidente della Commissione Europea venne sostituito da Arturo Parisi, ex sottosegretario alla presidenza del Consiglio nel primo governo Prodi. Nel 2001 si presentò alle elezioni politiche nella lista della Margherita, che un anno dopo diventò un partito a tutti gli effetti.

Romano Prodi (MAURIZIO BRAMBATTI/ ANSA-CD)

– Democrazia Europea (DE) 
Partito di ispirazione centrista ed europeista fondato nel 2001 dall’ex segretario della CISL Sergio D’Antoni. Vi aderirono esponenti del Partito Popolare, gruppi vicini a Giulio Andreotti e altri ex democristiani. Alle elezioni del 2001 si presentò come terzo polo rispetto a centrodestra e centrosinistra, ma ottenne un risultato molto modesto: riuscì a eleggere solo due senatori. Al partito aderì anche il presentatore televisivo Pippo Baudo, la cui moglie, Katia Ricciarelli, nelle elezioni del 2001 venne candidata come capolista alla Camera, senza venire eletta. Nel 2002 il partito si sciolse e confluì nell’UDC. Nel 2004 D’Antoni lasciò l’UDC per aderire alla Margherita, ma il simbolo di DE rimase all’UDC.

Giulio Andreotti, Sergio D’Antoni e Ortensio Zecchino (LUCIANO DEL CASTILLO/ANSA/PR)

– Azione Sociale (AS)
Partito politico nato nel 2003 come Libertà di Azione. Venne fondato da Alessandra Mussolini che uscì da Alleanza Nazionale in polemica con Gianfranco Fini dopo che questo aveva preso le distanze dal fascismo durante una visita in Israele. Alle elezioni europee del 2004 si presentò insieme ai partiti di estrema destra Forza Nuova e Fronte Sociale Nazionale in una lista chiamata Alternativa Sociale. Nel 2006 Alternativa Sociale si sciolse e il partito di Alessandra Mussolini prese il nome di Azione Sociale. Alle elezioni politiche del 2008 tornò nel centrodestra alleandosi con il Popolo della Libertà di Silvio Berlusconi, in cui confluì un anno dopo.

Alessandra Mussolini e Silvio Berlusconi. (ALESSANDRO DI MEO/ANSA)

– Sinistra Democratica (SD) (2007-2010)
È stato un partito fondato da Fabio Mussi e altri esponenti dei Democratici di Sinistra in disaccordo con la maggioranza del partito che aveva deciso per la fusione con La Margherita e la nascita del Partito Democratico. Successivamente SD contribuì alla nascita della Sinistra l’Arcobaleno, una lista elettorale italiana nata dall’accordo tra Partito della Rifondazione Comunista, Partito dei Comunisti Italiani, Federazione dei Verdi e Sinistra Democratica in vista delle elezioni politiche italiane del 2008. La lista però non superò le soglie di sbarramento e non elesse nessun parlamentare. Nel 2009 il partito confluì nel nuovo partito Sinistra Ecologia Libertà (SEL), insieme al Movimento per la Sinistra di Nichi Vendola.

Fabio Mussi (ANSA/DANILO SCHIAVELLA/DRN / SIM)

– Forza del Sud (FdS) e Grande Sud
Forza del Sud fu fondato nel 2010 dall’ex dirigente siciliano di Forza Italia Gianfranco Micciché in polemica con la posizione del partito sull’allora presidente della Sicilia e leader del Movimento per le autonomie, Raffaele Lombardo. Al partito aderirono inizialmente 10 parlamentari, e nel 2011 confluì in un altro partito chiamato Grande Sud di cui facevano parte anche Io Sud, fondato da Adriana Poli Bortone e Noi Sud di Arturo Iannaccone. Alle elezioni politiche del 2013 Grande Sud partecipò nella coalizione di centrodestra: alla Camera si presentò con una lista unica insieme al Partito dei Siciliani-MpA, mentre al Senato si presentò con una lista autonoma. In tutto elesse tre senatori. Nel novembre del 2013, infine, Grande Sud tornò a confluire dentro la nuova Forza Italia.

Gianfranco Micciché (ANSA/MIKE PALAZZOTTO)

– Alleanza di Centro (AdC)
Partito fondato dall’ex giornalista Francesco Pionati, eletto con l’UDC prima al Senato nel 2006 e poi alla Camera nel 2008. Pionati decise di abbandonare l’UDC in disaccordo con la linea di Casini che avrebbe voluto formare un terzo polo centrista autonomo rispetto a centrosinistra e centrodestra. Vi aderì anche l’attrice Debora Caprioglio, che fu nominata responsabile nazionale per la cultura e lo spettacolo. Alle elezioni europee del 2009 si presentò in un cartello elettorale chiamato L’Autonomia che comprendeva Movimento per le Autonomie, La Destra e il Partito Pensionati: non riuscì a eleggere nessun parlamentare. Alle elezioni politiche del 2013, invece, non presentò nessuna lista.

Francesco Pionati e Debora Caprioglio (ALESSANDRO DI MEO/ANSA)

– I Popolari di Italia Domani (PID)
Partito nato nel 2010 da una scissione all’interno dell’UDC siciliana. Il partito fu fondato da alcuni politici vicini all’ex presidente della regione Sicilia Totò Cuffaro, tra cui Francesco Saverio Romano, che criticavano lo spostamento dell’UDC verso posizioni troppo di sinistra. Al nuovo partito aderirono quattro deputati, una senatrice, un europarlamentare e quattro deputati regionali siciliani. I parlamentari del PID votarono la fiducia al governo Berlusconi IV. Il 22 maggio del 2011 Cuffaro venne condannato a sette anni di carcere per favoreggiamento aggravato a Cosa nostra e rivelazione di segreto istruttorio, e il suo posto da senatore venne preso da Maria Pia Castiglione.

Il 14 marzo il presidente del PID, Calogero Mannino, annunciò il suo abbandono additando come causa anche il fatto che il partito fungesse soprattutto da stampella del governo Berlusconi. Il 23 marzo del 2011 Saverio Romano venne nominato ministro delle politiche agricole alimentari e forestali del Governo Berlusconi IV. Il partito si sciolse il 4 gennaio 2012 con la nascita di Cantiere Popolare, partito politico fondato da Saverio Romano a cui aderirono anche Azione Popolare (AP), Movimento Cristiano Lavoratori (MCL) e Patto Cristiano Esteso (PACE).

Calogero Mannino e Francesco Saverio Romano (ANSA/MIKE PALAZZOTTO)

– Alleanza per l’Italia (ApI) 
Partito fondato nel 2009 dall’ex leader della Margherita Francesco Rutelli – uscito dal PD dopo l’elezione a segretario di Pier Luigi Bersani – e dall’ex UDC Bruno Tabacci. Alle elezioni regionali del 2010 elesse un consigliere rispettivamente in Campania, Marche e Basilicata, e nel dicembre dello stesso anno aderì al Nuovo Polo per l’Italia, in coalizione con Futuro e Libertà per l’Italia e Unione di Centro. In tutto ad ApI aderirono 6 deputati e di 7 senatori. Alla fine del 2012 l’ApI lasciò il terzo polo per tornare nel centrosinistra, appoggiando Bruno Tabacci alle elezioni primarie del centrosinistra del 2012. Nel dicembre 2012 Tabacci abbandonò ApI e fondò Centro Democratico. Nel 2013 ApI non ha presentato nessuna lista alle elezioni politiche e nel 2016 si è sciolto definitivamente.

Francesco Rutelli (ANSA / GUIDO MONTANI)

– Conservatori e Riformisti (CoR) e Direzione Italia
Partito fondato nel 2015 da Raffale Fitto e altri politici fuoriusciti da Forza Italia, in polemica con la gestione del partito da parte di Silvio Berlusconi. La scissione avvenne dopo le elezioni regionali in Puglia in cui Fitto sostenne come candidato Francesco Schittulli, mentre Forza Italia candidò Adriana Poli Bortone. Dopo l’uscita da Forza Italia, Fitto abbandonò anche il Partito Popolare Europeo aderendo al gruppo dei Conservatori e Riformisti Europei. Nel gennaio del 2017 il partito è confluito in Direzione Italia con i Riformatori Sardi di Pietrino Foisi, Insieme per il Molise di Michele Iorio, Autonomia Responsabile di Renzo Tondo e Liguria Libera di Enrico Musso. Alle elezioni politiche del 2018 Direzione Italia è entrata nella lista Noi con l’Italia – UDC, che elesse un solo candidato vicino a Fitto, Renzo Tondo. Nel 2019 Direzione Italia è entrata in Fratelli d’Italia.

Raffaele Fitto (ANSA/ CLAUDIO PERI)

– Alleanza Liberalpopolare-Autonomie (ALA)
È stato un gruppo parlamentare nato nel luglio del 2015 su iniziativa dell’ex coordinatore nazionale di Forza Italia Denis Verdini per sostenere le proposte di riforma del Governo Renzi. Al gruppo aderirono parlamentari provenienti da partiti di diversi schieramenti, e nell’ottobre del 2016 si federò con Scelta Civica dando vita a un unico gruppo parlamentare a sostegno di Renzi. Il gruppo sostenne la campagna in favore del Sì al referendum costituzionale del 4 dicembre 2016, ma dopo la vittoria del No e le dimissioni di Renzi decise di non rinnovare la fiducia al nuovo governo guidato da Paolo Gentiloni; tornò a far parte della maggioranza dopo aver votato a favore della nuova legge elettorale detta Rosatellum. Nei mesi successivi molti suoi esponenti decisero di abbandonare il gruppo, e nel 2018 quelli restanti non parteciparono alle elezioni politiche.

Denis Verdini (ANSA /CIRO FUSCO)

– Democrazia Solidale (DemoS)
Nato come associazione politica nel 2014, vi aderirono tra gli altri Lorenzo Dellai, Andrea Olivero, Mario Marazziti, Mario Giro e Lucio Romano che entrarono nel gruppo parlamentare della Camera Per l’Italia. Questo nel 2016 cambiò nome e divenne Democrazia Solidale – Centro Democratico, in seguito a un’alleanza con il partito di Bruno Tabacci. Alle elezioni politiche del 2018 Dellai, Olivero e Santerini hanno aderito alla lista Civica Popolare di Beatrice Lorenzin, in coalizione di centrosinistra, ma nessuno di loro è stato eletto. Nel febbraio del 2019 vi ha aderito Pietro Bartolo, medico del poliambulatorio di Lampedusa, che è stato eletto alle elezioni europee dello stesso anno con il PD.

Pietro Bartolo (ANSA/ALESSANDRO DI MEO)

– Energie per l’Italia (EpI)
È un partito politico fondato nel 2017 da Stefano Parisi, che nel 2016 era stato il candidato del centrodestra come sindaco di Milano e nel 2018 come presidente del Lazio, venendo sconfitto entrambe le volte. Nella XVII legislatura alcuni parlamentari aderirono al movimento politico di Parisi costituendo una componente del gruppo misto della Camera chiamata Civici e Innovatori – Energie PER l’Italia.

Stefano Parisi (ANSA/GIUSEPPE LAMI)

– Identità e Azione (IDeA)
Partito fondato nel 2015 da alcuni ex componenti del Nuovo Centrodestra, guidati da Gaetano Quagliariello. Nel 2017 ha formato il gruppo parlamentare Federazione della Libertà, che comprendeva anche esponenti di altri partiti minori di area liberale. Alle elezioni del 2018 ha aderito alla lista elettorale Noi con l’Italia-UDC, candidatasi nella coalizione di centrodestra, riuscendo a eleggere un solo parlamentare, cioè il senatore Quagliariello nel collegio uninominale dell’Aquila. Il 10 marzo del 2018 ha stretto infine un accordo federativo con Forza Italia.

Gaetano Quagliarello (ANSA/ANGELO CARCONI)

– Rinascimento
Partito politico fondato nel 2017 dal critico d’arte Vittorio Sgarbi con l’intento di riportare “al centro dell’azione politica il primato della bellezza”. Nel 2017 Sgarbi si candidò con Rinascimento a presidente della Sicilia, ma poi ritirò la sua candidatura per appoggiare il candidato del centrodestra Nello Musumeci. Dopo la vittoria di quest’ultimo venne nominato assessore ai Beni culturali e all’identità siciliana della regione. Nel 2018 ha partecipato alle elezioni politiche presentando una lista nella circoscrizione Friuli Venezia Giulia per la Camera e per il Senato, mentre Sgarbi si è presentato come candidato di Forza Italia perdendo nel collegio uninominale di Acerra contro Luigi Di Maio ma risultando eletto come capolista del proporzionale nel collegio di Ferrara e Modena. Al partito ha aderito anche l’ex ministro dell’Economia Giulio Tremonti, che con Sgarbi scrisse il libro “Rinascimento. Con la cultura (non) si mangia”, che però non si è candidato alle elezioni del 2018.

Giulio Tremonti e Vittorio Sgarbi
(ANSA / LUIGI MISTRULLI)

– Rivoluzione Cristiana (RC)
È stato un partito politico fondato nel 2015 da Gianfranco Rotondi, ex ministro per l’Attuazione del programma del governo Berlusconi IV. Nel 2017 Rotondi, che nel frattempo aveva ottenuto l’utilizzo del nome e del simbolo dell’ex Democrazia Cristiana, fece confluire Rivoluzione Cristiana all’interno della Federazione della Democrazia Cristiana, che riuniva movimenti e piccoli partiti di area cattolica. Alle elezioni del 2018 Rotondi è stato eletto con Forza Italia, e nel giugno del 2019 la nuova Democrazia Cristiana ha infine cessato di esistere come partito ed è stata trasformata da Rotondi in una fondazione politica.

Gianfranco Rotondi (ANSA/CLAUDIO PERI)