(EPA/FACUNDO ARRIZABALAGA)

È stata oscurata Xtream Codes

Era una famosa piattaforma online che permetteva di guardare in streaming illegalmente partite di calcio e serie tv, gestita da una rete che lavorava in tutta Europa

(EPA/FACUNDO ARRIZABALAGA)

Stamattina la Guardia di Finanza italiana ha oscurato Xtream Codes, una nota piattaforma online che consentiva lo streaming illegale di vari contenuti a pagamento, tra cui soprattutto partite di calcio, nell’ambito di un’inchiesta portata avanti in tutta Europa.

La misura è stata presa nell’ambito di un’operazione contro le cosiddette IPTV (Internet Protocol Television), cioè le piattaforme che permettono di ottenere illegalmente su internet contenuti a pagamento diffusi tramite la tv satellitare: è il sistema alla base del cosiddetto “pezzotto”, con cui in Italia decine di migliaia di persone guardano illegalmente le partite della Serie A. Secondo una recente stima del Corriere della Sera, è un mercato che solo in Italia vale 200 milioni di euro all’anno. Oltre all’oscuramento del sito, l’indagine ha individuato circa 25 sospettati in tutta Europa.

La piattaforma Xtream ospitava varie IPTV, sostanzialmente canali in streaming che diffondevano illegalmente tv a pagamento, gestite attraverso un meccanismo piramidale che alla base aveva diversi rivenditori di pacchetti, che costavano pochi euro e permettevano di ricevere i contenuti di servizi a pagamento come Sky Sport, DAZN ma anche Netflix e Mediaset Premium, a volte tramite l’acquisto di un decoder (detto “pezzotto”). Secondo gli investigatori, operazioni del genere erano particolarmente diffuse in Lombardia, Veneto, Campania, Puglia, Calabria e Sicilia. Solo in Italia gli investigatori stimano che ci fossero circa 5 milioni di utenti.

Risalendo la piramide agivano alcuni intermediari che convertivano il segnale televisivo in un flusso di dati disponibile su Internet e lo facevano passare attraverso di decine di server in giro per il mondo. A tenere in piedi la struttura c’era una società bulgara, la Xtream Codes Ltd, gestita da due cittadini greci. Al momento dell’oscuramento, secondo la Guardia di Finanza stavano usando la piattaforma di Xtream circa 700mila utenti in tutta Europa. Giovanni Reccia, comandante del Nucleo Speciale Tutela Privacy e Frodi Tecnologiche della Guardia di Finanza, durante la conferenza stampa in cui ha presentato l’operazione ha spiegato che tutti i clienti di Xtream rischiano di essere incriminati per reati che prevedono fino a tre anni di carcere e 28mila euro di multa (anche se sembra improbabile che decine di migliaia di persone possano effettivamente finire a processo).

In contemporanea all’operazione della Guardia di Finanza, sono stati eseguiti vari altri controlli nei Paesi Bassi, in Francia, Grecia, Germania e Bulgaria, e all’operazione hanno collaborato le agenzie europee Eurojust ed Europol.

 

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