• Mondo
  • mercoledì 11 settembre 2019

Un giornale turco ha pubblicato il contenuto di una registrazione audio sull’uccisione di Jamal Khashoggi

Il giornale turco Sabah, vicino al governo di Recep Tayyip Erdoğan, ha rivelato nuovi dettagli sulla morte del giornalista e dissidente saudita Jamal Khashoggi, ucciso nel consolato dell’Arabia Saudita a Istanbul lo scorso 2 ottobre. Il giornale dice di essere entrato in possesso delle registrazioni audio realizzate all’interno del consolato prima dell’arrivo di Khashoggi e durante la sua permanenza.

Il Sabah scrive che in una registrazione si sentono Maher Abdulaziz Mutreb, un ufficiale dell’ambasciata saudita, e Salah Muhammed Al-Tubaigy, responsabile del Consiglio scientifico saudita della scienza forense, discutere di come uccidere il giornalista e smembrare il suo cadavere, poco prima del suo arrivo. Nelle registrazioni Khashoggi verrebbe definito dai due come “un animale da sacrificare”. In un’altra registrazione si sente invece Maher Abdulaziz Mutreb spiegare a Khashoggi che deve essere portato a Riyad per ordine dell’Interpol, e cerca di obbligarlo a inviare un messaggio al figlio dicendogli di non preoccuparsi. Khashoggi si sarebbe rifiutato, secondo quanto riportato dal Sabah. A quel punto sarebbe stato drogato e prima di perdere i sensi avrebbe detto a Mutreb e agli altri uomini presenti di non tenergli la bocca chiusa. «Ho l’asma, non fatelo. Mi soffocherete», sarebbero state le sue ultime parole.

Il principe ereditario saudita Mohammed bin Salman è sospettato di essere stato il mandante dell’omicidio di Khashoggi, ma la monarchia saudita finora ha sempre sostenuto che i responsabili dell’omicidio furono alcuni agenti dell’intelligence che agirono in autonomia senza coinvolgere il principe. Il corpo di Khashoggi non è mai stato trovato: fu probabilmente bruciato in un grosso forno nella casa del console saudita a Istanbul.

(AP Photo/Hasan Jamali, File)

Abbonati al

Dal 2010 gli articoli del Post sono sempre stati gratuiti e accessibili a tutti, e lo resteranno: perché ogni lettore in più è una persona che sa delle cose in più, e migliora il mondo.

E dal 2010 il Post ha fatto molte cose ma vuole farne ancora, e di nuove.
Puoi darci una mano abbonandoti ai servizi tutti per te del Post. Per cominciare: la famosa newsletter quotidiana, il sito senza banner pubblicitari, la libertà di commentare gli articoli.

È un modo per aiutare, è un modo per avere ancora di più dal Post. È un modo per esserci, quando ci si conta.