(EPA/ALEXEY NIKOLSKY/ SPUTNIK / KREMLIN POOL)
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  • lunedì 9 Settembre 2019

Il partito di Putin ha perso 12 seggi nel parlamento cittadino di Mosca

È una sconfitta notevole, anche se con poche conseguenze concrete: i partiti che hanno guadagnato seggi non sono di vera opposizione

(EPA/ALEXEY NIKOLSKY/ SPUTNIK / KREMLIN POOL)

Russia Unita, il partito del presidente russo Vladimir Putin, ha perso 12 seggi nel parlamento cittadino di Mosca alle elezioni amministrative di domenica: secondo i risultati preliminari, Russia Unita ha ottenuto solo 26 seggi su 45, dai 38 che aveva in precedenza. Questa sconfitta è dovuta alla perdita di consensi del partito di Putin, che in particolare a Mosca è oggetto di grandi proteste da tutta l’estate per via dell’esclusione dalle elezioni di alcuni candidati dell’opposizione. Proprio per far fronte all’impopolarità del partito, per la prima volta dal 2001 sulle schede elettorali non c’era il simbolo di Russia Unita: i candidati del partito si erano presentati come indipendenti. Ad alcuni di loro, tra cui il leader della sezione moscovita del partito Andrei Metelsky, hanno perso il proprio seggio.

Per capire la portata del risultato di Russia Unita alle elezioni locali di Mosca è però bene tener presente alcune cose: prima di tutto che insieme al Partito Comunista e a Russia Giusta – che formalmente sono all’opposizione ma di fatto votano spesso in linea con il partito di Putin – Russia Unita continuerà a controllare 42 seggi del parlamento cittadino. In secondo luogo che il parlamento di Mosca non ha grandi poteri.

Gli altri tre seggi del Parlamento sono stati vinti da Jabloko – o Partito Democratico Unificato Russo – un piccolo partito filo-occidentale. Inizialmente al suo leader Sergei Mitrokhin era stato impedito di partecipare alle elezioni, ma poi la sentenza di un tribunale di Mosca glielo aveva permesso. Vitali Shkliarov, un consulente politico che ha lavorato per Jabloko, ha detto a Politico che è la prima volta che un vero candidato dell’opposizione viene eletto nel Parlamento di Mosca dall’inizio degli anni Novanta.

Russia Unita è in crisi di consensi in tutta la Russia e da diverso tempo: lo scorso anno i suoi candidati avevano perso quattro elezioni per i governatori locali. I motivi della crisi sono legati per lo più alle crescenti difficoltà economiche della Russia, ai numerosi casi di corruzione che continuano a coinvolgere esponenti di Russia Unita e soprattutto a una contestata riforma approvata dal governo lo scorso giugno che ha previsto l’innalzamento dell’età pensionabile. Domenica si è votato anche per eleggere i capi di sedici regioni russe e i membri di 13 Parlamenti regionali: sei governatori di Russia Unita si sono fatti rieleggere dopo essersi presentati come indipendenti.

A Mosca quest’estate si è protestato soprattutto per l’esclusione delle opposizioni dalle elezioni locali. Più di una decina di politici legati ad Alexei Navalny, il principale oppositore di Putin, non hanno potuto candidarsi e più di 2.500 persone sono state arrestate durante le manifestazioni di protesta.

La crisi che sta attraversando Russia Unita comunque non sembra riguardare Putin: la popolarità del presidente resta molto alta, con un tasso di approvazione sopra il 60 per cento, nonostante sia un po’ calata rispetto al passato.