Un membro dell'ong SOS Mediterranee e sullo sfondo la nave Ocean Viking, il 5 agosto 2019 (La Presse / Anne CHAON / AFP)
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  • lunedì 9 settembre 2019

Sos Mediterranée ha soccorso 50 persone al largo della Libia

Tra loro ci sono 12 minorenni e una donna incinta, il nuovo governo italiano dovrà decidere che fare

Un membro dell'ong SOS Mediterranee e sullo sfondo la nave Ocean Viking, il 5 agosto 2019 (La Presse / Anne CHAON / AFP)

Nella notte la nave Ocean Viking delle ong Sos Mediterranée e Medici Senza Frontiere ha soccorso 50 persone che si trovavano su un gommone nel mar Mediterraneo, in acque internazionali al largo della Libia. È il primo grosso salvataggio di migranti che avviene nel Mediterraneo, non lontano dall’Italia, dall’insediamento del nuovo governo: è quindi il primo caso in cui il governo dovrà decidere che atteggiamento avere nei confronti delle navi delle ong. Tra le persone soccorse dalla Ocean Viking ci sono 12 minorenni e una donna incinta; le operazioni di soccorso per portare a bordo della nave i migranti sono durate tre ore.

Un’altra nave, la Alan Kurdi della ong tedesca Sea-Eye, si trova da giorni al largo delle coste di Malta con 8 migranti a bordo. La nave ha chiesto di poterli sbarcare sull’isola ma finora non ha ottenuto il permesso. Nemmeno l’Italia ha offerto un porto sicuro alla nave: il 1 settembre il governo precedente aveva emesso un divieto di ingresso nelle acque italiane. Sea-Eye ha fatto ricorso contro il blocco delle autorità in un tribunale maltese. Sulle condizioni dei migranti a bordo il portavoce dell’ong Gordon Isler ha detto che «presentano segni di forte sovraccarico mentale e stress, alcuni hanno smesso di mangiare giorni fa ed altri continuano a soffrire di mal di mare».

Domenica un’altra cinquantina di persone è arrivata a Lampedusa in autonomia, su un barcone approdato a punta Sottile; una volta raggiunta la riva i migranti si sono allontanati e per il momento non si sa dove siano.

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