Il governo italiano ha emesso un divieto di ingresso nelle acque italiane per la nave Alan Kurdi, con a bordo 13 migranti di cui 8 bambini

(EPA/FABIAN HEINZ / SEA-EYE)
(EPA/FABIAN HEINZ / SEA-EYE)

Il governo italiano ha emesso un divieto di ingresso nelle acque italiane per la nave Alan Kurdi della ong Sea Eye, che da ieri sera ha a bordo 13 migranti – di cui 8 bambini – soccorsi nel tratto di mare fra la Libia e l’Italia. Il Corriere della Sera scrive che il divieto, emesso sulla base del controverso “decreto sicurezza bis”, è stato firmato dal ministro dell’Interno uscente Matteo Salvini e controfirmato da Danilo Toninelli ed Elisabetta Trenta, i ministri delle Infrastrutture e della Difesa espressi dal Movimento 5 Stelle. ANSA scrive che dopo aver ricevuto il divieto la nave ha fatto rotta verso Malta.

Il decreto, convertito in legge a inizio agosto, prevede che il ministro dell’Interno d’accordo con i ministri della Difesa e delle Infrastrutture possa vietare l’ingresso nelle acque italiane a qualsiasi nave «per motivi di ordine e sicurezza pubblica». Gli esperti di immigrazione e diritto di asilo lo considerano in conflitto con diverse leggi e trattati internazionali, soprattutto sul soccorso in mare. Il decreto è uno dei punti più discussi del negoziato per formare un nuovo governo in corso fra Partito Democratico e M5S: secondo i giornali, il PD avrebbe chiesto di modificarlo radicalmente, mentre il M5S ha dichiarato pubblicamente di non volerne cambiare «la ratio».

Quello nei confronti della Alan Kurdi è il secondo divieto emesso in pochi giorni dal governo uscente: quattro giorni fa ne aveva ricevuto uno la nave Mare Jonio, che aveva a bordo circa 100 migranti (due terzi dei quali, donne e bambini, sono poi stati fatti sbarcare a Lampedusa, mentre gli altri sono ancora in attesa).