(Drew Angerer/Getty Images)

Gli americani vanno pochissimo in ferie

Nessuna legge obbliga i datori di lavoro a garantirle, ma anche chi ce le ha spesso preferisce evitare

(Drew Angerer/Getty Images)

Gli stili di vita degli statunitensi e degli europei sono più diversi di quanto possa sembrare, soprattutto per alcuni aspetti meno noti di quelli più stereotipati: uno di questi è l’abitudine ad andare in ferie. Mentre nei paesi dell’Unione Europea i lavoratori dipendenti godono di almeno una ventina di giorni di ferie pagate ogni anno – e i datori di lavoro sono tenuti a garantirle e farle rispettare, per legge – negli Stati Uniti il dato è decisamente più basso. Un recente sondaggio su circa mille lavoratori che dispongono di ferie pagate ha mostrato che nel 2018 hanno preso circa 17,4 giorni ciascuno. È un numero in leggero aumento rispetto agli ultimi anni, ma che non ha mai superato i 20 giorni. La questione è ancora più ampia. Gli americani fanno meno ferie anche perché ne hanno molte di meno, e a volte non ne hanno del tutto; e perché quando le fanno si sentono poco a loro agio.

 

Per prima cosa, gli Stati Uniti sono l’unico paese dell’OCSE – un’organizzazione che raduna i 36 paesi più sviluppati al mondo – che non obbliga i datori di lavoro a garantire ferie pagate. La maggior parte delle aziende private – circa tre su quattro – le garantisce lo stesso, ma in media i giorni di ferie pagati sono compresi fra i 10 e i 14. Per molti, poi, è una questione di attitudine: storicamente il mito americano è basato sull’assunto che lavorando sodo si possa progressivamente risalire la scala sociale, e di conseguenza le ferie in passato venivano avvertite come qualcosa di superfluo.

Negli anni molti datori di lavoro ne hanno chiaramente approfittato per creare ambienti di lavoro supercompetitivi. La ragione principale per cui molti americani non prendono ferie è la «paura», ha spiegato a MarketWatch Scott Dobroski, un’analista che si occupa di lavoro a Glassdoor, un sito che permette di valutare anonimamente le proprie aziende. Secondo un sondaggio effettuato dalla sua azienda, un lavoratore su tre teme di rimanere indietro nel proprio lavoro, mentre circa uno su cinque ritiene di essere completamente dedicato alla propria azienda e di non potere mai staccare dal lavoro. Va ricordato che negli Stati Uniti il mercato del lavoro è molto più flessibile, e i lavoratori hanno generalmente meno tutele dei loro colleghi europei (ma anche molte più opportunità).

«La paura si è acuita soprattutto in un periodo in cui l’economia sta cambiando rapidamente, come abbiamo visto negli ultimi dieci anni», ha raccontato al Guardian John de Graaf, presidente di un’organizzazione statunitense che prova a sensibilizzare i lavoratori sui benefici di sfruttare le ferie.

È anche per queste ragioni, probabilmente, che persino chi dispone delle ferie non le consuma mai tutte. Uno studio realizzato dall’associazione di categoria del settore turistico, in collaborazione con Ipsos e gli analisti di Oxford Economics, ha mostrato che nel 2018 i lavoratori statunitensi non hanno utilizzato 768 milioni di giorni di ferie pagati. Il 55 per cento degli americani che hanno a disposizione ferie pagate ha scelto di non sfruttarle tutte.

Ma da altre statistiche emerge anche che gli americani preferiscono spendere in altro modo i loro soldi (anche perché spesso devono pagare privatamente cose che in Europa sono pubbliche o quasi, come le spese sanitarie o universitarie). Secondo un sondaggio citato da Fox Business, il 41 per cento degli americani che dichiara di avere evitato attività ricreative come andare in ferie oppure uscire fuori a mangiare, lo ha fatto perché voleva risparmiare soldi, mentre uno su tre sta risparmiando per pagare i conti arretrati delle carte di credito oppure il proprio debito studentesco, cioè il mutuo sottoscritto per potersi permettere una buona scuola oppure una università privata. Per la stessa ragione, gli americani evitano i lunghi viaggi che invece caratterizzano le ferie in Europa: secondo un sondaggio realizzato nel 2014 solo il 15 per cento degli americani intervistati prevedeva di prendersi una “vera” vacanza quell’anno.

«Sistemare questi problemi richiede un cambio nelle politiche che se tutto va bene potrebbe portare a un cambio di mentalità», scrive The Week: «Un sistema scolastico nazionale che tenga conto anche di quando le scuole chiudono, oppure di un anno scolastico più prolungato che possa rimuovere qualche onere ai genitori che lavorano. Obbligare i datori di lavoro a garantire ferie pagate aiuterebbe quelli che non le hanno nel contratto. […] Infine, se i lavoratori non dovessero costantemente temere per il proprio posto di lavoro, forse non sarebbero così spaventati all’idea di prendersi una pausa. Deve avvenire un cambio di mentalità».

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