Danilo Gallinari in un'amichevole contro la Serbia in preparazione dei Mondiali, a Shenyang (Cina). (Pan Yulong/Xinhua via ZUMA Wire)
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  • venerdì 30 Agosto 2019

Guida ai Mondiali di basket

Cominciano domani, dopo 13 anni c'è di nuovo l'Italia, nello stesso girone della squadra più forte: chi tenere d'occhio, quando sono le partite e tutto il resto

Danilo Gallinari in un'amichevole contro la Serbia in preparazione dei Mondiali, a Shenyang (Cina). (Pan Yulong/Xinhua via ZUMA Wire)

Sabato cominceranno i Mondiali di basket, che si terranno in Cina e che arrivano a cinque anni di distanza dall’ultima edizione, vinta dagli Stati Uniti. C’è l’Italia, per la prima volta in 13 anni, e sarà un torneo piuttosto diverso rispetto al passato. È stato preceduto da grandi polemiche e avrà una struttura rinnovata, con qualche grande assenza e un sacco di giocatori fortissimi da tenere d’occhio, e almeno sulla carta si preannuncia un torneo più aperto ed equilibrato rispetto ad altre edizioni.

L’Italia, per prima cosa
La buona notizia è che la Nazionale italiana ha a disposizione quasi tutti i suoi giocatori più forti: ci sono i giocatori di NBA Danilo Gallinari (Oklahoma City Thunder) e Marco Belinelli (San Antonio Spurs), c’è Luigi Datome (Fenerbache) e c’è Daniel Hackett (CSKA Mosca). Sono le quattro stelle della squadra, i giocatori di maggiore esperienza e talento e che possono potenzialmente risolvere le partite da soli o quasi. Ci sono poi Paul Biligha, centro appena acquistato dall’Olimpia Milano dopo aver vinto da protagonista lo Scudetto con la Reyer Venezia, e Luca Vitali, navigato playmaker del Brescia. Tra i 12 convocati c’è poi Alessandro Gentile, la talentuosa guardia che qualche anno fa sembrava destinata a una grande carriera, ma che ha avuto diverse stagioni negative anche a causa di alcuni infortuni, e al momento è senza squadra. Altri due giocatori importanti sono Awudu Abass, ala piccola del Brescia, e Amedeo Della Valle, guardia dell’Olimpia Milano. Completano poi la rosa Ariel Filloy, playmaker della Reyer Venezia, anche lui con una grande esperienza in Nazionale; Jeff Brooks, ala dell’Olimpia Milano; e Amedeo Tessitori, centro del Treviso.

L’allenatore Meo Sacchetti e la Nazionale durante un time out nelle qualificazioni ai Mondiali. (Simone Raso/LaPresse)

La vera assenza è quella di Nicolò Melli, ala appena approdata in NBA ai New Orleans Pelicans, che è infortunato e non ha potuto essere convocato da Meo Sacchetti, l’allenatore della Nazionale. Sacchetti ha escluso dalla lista finale Pietro Aradori, da una decina d’anni presenza fissa della Nazionale, così come suo figlio Brian Sacchetti, ala del Brescia.

La nazionale, comunque, arriva bene a questi Mondiali, una cosa che non si è sempre potuta dire negli ultimi dieci anni. È una squadra con un’età media molto alta, senza giovani promesse ma con una serie di giocatori di grande esperienza e che hanno già giocato a questi livelli di pressione e stress. Sacchetti poi, a detta di tutti, è riuscito a facilitare una buona alchimia di squadra, creando un gruppo solido e unito, una condizione importante per affrontare un Mondiale. La squadra ha dimostrato le proprie potenzialità ottenendo una qualificazione non scontata, anche se nelle ultime amichevoli estive ha perso sei partite su sei: risultati che vanno presi per quelli che sono, senza troppi allarmismi, ma che di certo non sono stati incoraggianti.

Nel girone, siamo stati sorteggiati insieme a Filippine, AngolaSerbia. Quest’ultima è di gran lunga la squadra più forte dei Mondiali, e pensare di batterla è davvero un azzardo. Ma passano il turno le prime due del girone, e quindi l’attenzione della squadra, per stessa ammissione di Sacchetti, è concentrata sulle altre due partite. L’Angola è una nazionale piuttosto debole sulla carta, quindi la partita più importante sarà quella contro le Filippine, una nazionale ampiamente alla portata, ma che potrebbe rivelarsi insidiosa. Sarà la prima avversaria dell’Italia, sabato 31 agosto alle 13.30 a Foshan. La seconda partita sarà contro l’Angola, lunedì alle 9.30, e il girone si concluderà mercoledì con la partita contro la Serbia, alle 13.30.

La Nazionale dopo la qualificazione ai Mondiali, lo scorso febbraio. (Simone Raso/LaPresse)

Come funzionano
Questi Mondiali sono stati caratterizzati da grandi polemiche per come sono state organizzate le qualificazioni: la FIBA, l’organo di governo del basket mondiale, ha infatti deciso di organizzarle durante delle pause speciali dei campionati nazionali, ma nelle quali sono proseguite le due competizioni più importanti del mondo, la NBA e l’Eurolega. Molti dei più forti giocatori al mondo, quindi, non hanno potuto partecipare: e questo ha impedito la qualificazione di squadre come la fortissima Croazia e addirittura della Slovenia campione d’Europa in carica, la squadra di uno dei più grandi talenti del momento, Luka Dončić dei Dallas Mavericks (che ha continuato a giocare in NBA e ha saltato le qualificazioni).

Questi peraltro sono i primi Mondiali a non giocarsi in contemporanea con quelli di calcio, visto che sono stati posticipati di un anno (dovevano disputarsi nel 2018). E saranno anche i primi con 32 squadre, un allargamento simile a quello avvenuto per il calcio. La ragione principale è che la FIBA ha deciso di usare i Mondiali come torneo di qualificazione per le Olimpiadi del 2020, nel tentativo di ridurre il numero generale di partite delle Nazionali, per permettere ai giocatori di non sottrarre troppo tempo ai campionati a cui partecipano.

Paul Biligha in una partita di qualificazione ai Mondiali, lo scorso febbraio. (Simone Raso/LaPresse)

Per quanto riguarda la struttura del torneo, ci sarà una prima fase a gironi con otto gruppi da quattro squadre ciascuno. Passano le prime due, che parteciperanno a una seconda fase a gironi in cui si porteranno dietro i risultati ottenuti nella prima. Da lì ci saranno i quarti di finale, le semifinali e la finale, a eliminazione diretta. Le prime sette squadre si qualificheranno direttamente alle Olimpiadi, aggiungendosi al Giappone padrone di casa. Le successive migliori 16, assieme a due squadre selezionate per ognuna delle quattro regioni in cui è divisa la FIBA, si giocheranno poi i rimanenti quattro posti con un altro torneo.

Come sono le altre squadre
Come abbiamo già detto, la squadra più forte del torneo è la Serbia: la sua stella è Nikola Jokic, centro 24enne dei Denver Nuggets, tra i migliori giocatori di tutta la lega, ma ci sono diversi altri giocatori fortissimi come Boban Marjanović, un gigante di 2,22 metri appena approdato ai Dallas Mavericks, Bogdan Bogdanović e Nemanja Bjelica, guardia e ala dei Sacramento Kings. Non ci sarà invece Miloš Teodosić, il geniale playmaker appena trasferito alla Virtus Bologna, che salterà i Mondiali per infortunio: una buona notizia per le squadre che si giocano la vittoria finale con la Serbia, una brutta notizia per tutti gli appassionati di basket.

Il serbo Nikola Jokic in un’amichevole in Cina contro l’Italia, in preparazione ai Mondiali. (Pan Yulong/Xinhua via ZUMA Wire)

Rimanendo nel girone dell’Italia, l’Angola non dovrebbe dare troppi problemi. Se la Nazionale italiana giocherà come può e come deve non saranno un problema nemmeno le Filippine, il cui giocatore più forte è probabilmente Andray Blatche, un’ala grande con un passato nei Brooklyn Nets, che oggi gioca in Cina.

Passando agli altri gironi, vi starete probabilmente chiedendo perché non sono gli Stati Uniti la nazionale più forte del torneo: il motivo è che la rosa che parteciperà a questi Mondiali non ha praticamente nessun giocatore di prima fascia della NBA. È noto che da tempo il rapporto tra le squadre del campionato di basket più seguito al mondo e le competizioni internazionali è molto conflittuale: soprattutto dopo che nel 2014 Paul George si ruppe una gamba durante una partita di preparazione ai Mondiali, e dovette saltare un’intera stagione. Da allora le grandi assenze sono andate aumentando, con i giocatori che hanno cominciato a saltare Mondiali e Olimpiadi per concentrarsi sulle stagioni di NBA.

Lo statunitense Kemba Walker contro l’australiano Matthew Dellavedova in un’amichevole preparatoria ai Mondiali. (EPA/SCOTT BARBOUR)

Ma il livello di quest’anno non era mai stato raggiunto: c’è un solo giocatore dell’All NBA Team, cioè la selezione dei quindici migliori giocatori della stagione, divisi in tre quintetti: è Kemba Walker, playmaker dei Boston Celtics, che era nel terzo quintetto. Donovan Mitchell degli Utah Jazz e Jayson Tatum e Jaylen Brown dei Boston Celtics sono tra i migliori giocatori della squadra convocata, allenata dal leggendario coach dei San Antonio Spurs Gregg Popovich. Nonostante tutte queste assenze, gli Stati Uniti rimangono una delle nazionali più forti del torneo, che si può benissimo giocare il titolo con la Serbia e perlomeno un posto sul podio.

La Francia è un’altra delle squadre più attese: non ci sono più giocatori storici come Tony Parker e Boris Diaw, ma ci sono tra gli altri il centro degli Utah Jazz Rudy Gobert, la guardia degli Orlando Magic Evan Fournier e l’ala degli Charlotte Hornets Nicolas Batum. La Spagna, una delle nazionali protagoniste del basket degli ultimi dieci anni, è ancora una grande squadra, che può contare sul centro dei Toronto Raptors Marc Gasol, campione in carica della NBA, oltre che sul playmaker dei Phoenix Suns Ricky Rubio e sulla guardia del Real Madrid Rudy Fernández. Mancheranno però tanti dei suoi migliori giocatori, come Sergio Rodríguez, Serge Ibaka e Nikola Mirotic.

Lo spagnolo Marc Gasol in un’amichevole contro la Repubblica Domenicana in preparazione ai Mondiali. (Legan P. Mace/SOPA Images via ZUMA Wire)

Una delle squadre su cui ci sono più attenzioni è poi la Grecia, principalmente perché ci gioca forse il giovane più entusiasmante del basket mondiale, il fortissimo Giannīs Antetokounmpo dei Milwaukee Bucks, premiato come MVP – cioè miglior giocatore – dell’ultima stagione di NBA. Antetokounmpo, un centro di 2,11 metri che gioca in qualsiasi ruolo, può dominare le partite e probabilmente lo farà: sarà aiutato tra gli altri da suo fratello maggiore Thanasīs, che gioca come ala e che da quest’anno è suo compagno di squadra anche in NBA.

Il greco Giannis Antetokounmpo durante un allenamento ad Atene in preparazione ai Mondiali. (EPA/YANNIS KOLESIDIS)

La Lituania di Jonas Valančiūnas e Domantas Sabonis, l’Argentina di Luis Scola e Facundo Campazzo, l’Australia di Patty Mills e Matthew Dellavedova e la Germania di Dennis Schröder sono poi le altre squadre che, insieme all’Italia, hanno l’ambizione di arrivare quantomeno alla fase finale del torneo, superando le due fasi a gironi.

Dove e quando vedere le partite
Le partite dei Mondiali saranno trasmesse in esclusiva da Sky Sport: gli abbonati potranno seguirle in streaming tramite le piattaforme Sky Go e Now TV. Oltre alle partite dell’Italia, Sky ne trasmetterà altre, queste:

Sabato 31 agosto
ore 9.30: Serbia ?? – ?? Angola
ore 13,30: Italia ?? – ?? Filippine

Domenica 1 settembre
ore 14.30: USA ?? – ?? Repubblica Ceca

Lunedì 2 settembre
ore 9.30: Italia ?? – ?? Angola
ore 13.30: Serbia ?? – ?? Filippine
ore 14.30: Spagna ?? – ?? Porto Rico

Martedì 3 settembre
ore 14.00: Brasile ?? – ?? Grecia
ore 14.30: USA ?? – ?? Turchia

Mercoledì 4 settembre
ore 9.30: Angola ?? – ?? Filippine
ore 13.30: Italia ?? – ?? Serbia
ore 14.30: Argentina ?? – ?? Russia

Giovedì 5 settembre
ore 10.30: Repubblica Ceca ?? – ?? Turchia
ore 13.30: Lituania ?? – ?? Australia
ore 14.30: Repubblica Dominicana  ?? – ?? Francia