Anthony Levandowski, ex dirigente di Google e Uber, sarà processato per furto di proprietà intellettuali e segreti industriali

Anthony Levandowski, un ex dirigente di Google molto importante passato poi a una società acquisita da Uber, è stato formalmente accusato di furto di segreti industriali legati allo sviluppo delle tecnologie per i veicoli a guida autonoma. Le accuse sono state formalizzate dalla procura del Northern District of California, ricalcando le accuse mosse da Waymo (società controllata da Alphabet, proprietaria di Google) un paio di anni fa nei confronti di Levandowski, sempre per il furto di brevetti e segreti industriali.

Dopo avere lasciato Google, Levandowski aveva fondato Otto, una startup per lo sviluppo di camion che si guidano da soli, acquisita poi da Uber per circa 700 milioni di dollari. Secondo l’accusa, Levandowski avrebbe sottratto a Waymo/Google migliaia di documenti, per proseguire i suoi progetti sui veicoli a guida autonoma e consentire alla sua startup di recuperare rapidamente nei confronti della concorrenza. La causa intentata da Waymo aveva già indotto Uber a licenziare Levandowski nel 2017 e a raggiungere un accordo extragiudiziale per risolvere il contenzioso. Gli avvocati di Levandowski sostengono che il suo cliente non abbia fatto nulla di male, e che si difenderà in tribunale contro le accuse.

Google ha fatto causa a Uber

Anthony Levandowski, (AP Photo/Jeff Chiu)

Abbonati al

Dal 2010 gli articoli del Post sono sempre stati gratuiti e accessibili a tutti, e lo resteranno: perché ogni lettore in più è una persona che sa delle cose in più, e migliora il mondo.

E dal 2010 il Post ha fatto molte cose ma vuole farne ancora, e di nuove.
Puoi darci una mano abbonandoti ai servizi tutti per te del Post. Per cominciare: la famosa newsletter quotidiana, il sito senza banner pubblicitari, la libertà di commentare gli articoli.

È un modo per aiutare, è un modo per avere ancora di più dal Post. È un modo per esserci, quando ci si conta.