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  • Venerdì 23 agosto 2019

L’uomo più veloce del mondo è nei guai

Christian Coleman è risultato irreperibile per tre diversi test antidoping: se le violazioni dovessero essere confermate, salterebbe Mondiali e Olimpiadi

Christian Coleman ai Campionati mondiali indoor di Birmingham nel 2018 (Getty Images)
Christian Coleman ai Campionati mondiali indoor di Birmingham nel 2018 (Getty Images)

Il velocista statunitense Christian Coleman, considerato da almeno due anni l’uomo più veloce al mondo, rischia di non partecipare ai Mondiali di atletica leggera di Doha e alle Olimpiadi estive di Tokyo 2020 dopo essere risultato irreperibile per tre diversi test antidoping organizzati negli ultimi mesi.

Coleman non avrebbe compilato correttamente i whereabouts information, i documenti con cui i migliori atleti al mondo sono tenuti a comunicare ogni giorno, per un arco di un’ora, la loro reperibilità giornaliera per i controlli antidoping. La IAAF – la federazione internazionale di atletica leggera – avrebbe riscontrato tre violazioni da parte di Coleman: secondo il regolamento, tre violazioni nella compilazione dei whereabouts comportano una squalifica di due anni, riducibile a uno nel caso vengano riconosciute delle attenuanti.

Coleman ha 23 anni e viene da Atlanta. Da due anni, in seguito al ritiro di Usain Bolt e dell’ultima grande generazione di velocisti, è l’uomo più veloce al mondo in attività. È vicecampione mondiale in carica dei 100 metri piani e campione del mondo indoor nei 60 metri. Ha fatto registrare i due migliori tempi della velocità nelle ultime due stagioni: 9.79 nel 2018 e 9.81 quest’anno, tempi con i quali si possono vincere Mondiali e Olimpiadi. La sua popolarità è cresciuta a tal punto da fargli ottenere un contratto di sponsorizzazione milionario con Nike, di cui ora è uno degli atleti di punta.


Per Coleman i Mondiali di atletica di Doha in programma questo settembre sarebbero stati il primo grande appuntamento della carriera per imporsi a livello internazionale con la prima vittoria sui 100 metri. La IAAF non ha ancora chiarito ufficialmente la sua posizione, ma difficilmente riuscirà a gareggiare. Coleman e i suoi rappresentanti starebbero contestando la violazione di uno dei tre whereabouts per evitare la squalifica. Se non dovessero riuscirci, però, anche una squalifica di un solo anno lo escluderebbe dalle Olimpiadi di Tokyo, in programma dal 24 luglio al 9 agosto 2020.