• Mondo
  • martedì 20 agosto 2019

Sono quattro le stazioni russe di monitoraggio della radioattività che hanno smesso di inviare dati dopo l’incidente dell’8 agosto

Sono quattro le stazioni di monitoraggio della radioattività che in Russia hanno smesso di inviare dati dopo l’incidente nucleare dell’8 agosto, nei pressi della base militare di Nenoksa, sulla costa del Mar Bianco: un incidente sulla cui reale gravità il governo russo non sembra essere stato del tutto trasparente. Lo ha detto Lassina Zerbo, capo della Comprehensive Nuclear-Test-Ban Treaty Organization (CTBTO), un’organizzazione che vigila affinché non vengano eseguiti test nucleari. L’annuncio è arrivato dopo che in precedenza, il 19 agosto, si era parlato di due stazioni di monitoraggio che avevano smesso di funzionare. Il fatto che siano state quattro anziché due rafforza i molti dubbi attorno all’incidente, che sembra abbia coinvolto un piccolo reattore nucleare che produceva combustibile per un missile sperimentale, che l’esercito russo sta testando da alcuni mesi.

Un frammento del video diffuso nel febbraio 2019 dagli organi di propaganda russi sul presunto lancio del missile (Burevestnick/Skyfall)

Abbonati al

Dal 2010 gli articoli del Post sono sempre stati gratuiti e accessibili a tutti, e lo resteranno: perché ogni lettore in più è una persona che sa delle cose in più, e migliora il mondo.

E dal 2010 il Post ha fatto molte cose ma vuole farne ancora, e di nuove.
Puoi darci una mano abbonandoti ai servizi tutti per te del Post. Per cominciare: la famosa newsletter quotidiana, il sito senza banner pubblicitari, la libertà di commentare gli articoli.

È un modo per aiutare, è un modo per avere ancora di più dal Post. È un modo per esserci, quando ci si conta.