Un gabbiano osserva gruppi di persone che mangiano sul lungomare di St Ives, in Cornovaglia, il 28 luglio 2015 (Matt Cardy/Getty Images)

Rapaci contro gabbiani

In molte città del mondo – Venezia e Roma comprese – si assoldano falconieri e falchi per spaventare i gabbiani: in una certa misura funziona, ma non è una soluzione che piace a tutti

Un gabbiano osserva gruppi di persone che mangiano sul lungomare di St Ives, in Cornovaglia, il 28 luglio 2015 (Matt Cardy/Getty Images)

Moltissime città del mondo, soprattutto costiere ma non solo, hanno un problema comune con un genere di animali: i gabbiani. Dal Canada all’Australia questi uccelli si trovano bene dove ci sono molte persone e molta spazzatura perché, come i piccioni e altri animali, si sono adattati a un comportamento opportunistico, cioè sfruttano le persone per ottenere cibo. Capita anche che si dimostrino aggressivi, per poter strappare un panino o cibo d’altro genere dalle mani di qualcuno, oppure con chi si avvicina ai loro nidi, quando sono costruiti su tetti o terrazzi. Per questa e altre ragioni e anche per via della loro stazza, molto maggiore di quella dei piccioni, i gabbiani sono considerati un fastidio un po’ dappertutto e diverse città provano a liberarsene. Ad esempio con i rapaci.

Il New York Times ha raccontato di recente l’esperienza di Ocean City, una località di mare del New Jersey, dove i furti di cibo da parte dei gabbiani sulla passeggiata del lungo mare – piena di rivenditori di panini, pizza, patatine e dolciumi – erano diventati particolarmente preoccupanti. Al punto che il sindaco della città ha deciso di assoldare quattro falchi, due falconi e un gufo, tutti uccelli carnivori che nella gerarchia dei volatili stanno più in alto rispetto ai gabbiani. Sono animali addestrati: vengono fatti volare nelle zone turistiche della città dai loro falconieri. Il loro compito non è uccidere i gabbiani, ma spaventarli in modo che stiano lontani. Vengono nutriti dai falconieri in modo che non siano spinti a uccidere i gabbiani per la fame.

È un metodo per il controllo di specie come i gabbiani piuttosto comune e usato spesso negli aeroporti e che alcuni gruppi animalisti approvano perché non prevede l’uccisione degli animali. A Ocean City i rapaci sono arrivati all’inizio di agosto e per il momento la loro presenza si è dimostrata efficace, anche se piuttosto costoso: la città paga 2.100 dollari al giorno, un po’ più di 1.800 euro, per il servizio. Per questo non può essere una soluzione a lungo termine, anche perché andati via i rapaci i gabbiani tornano. Può funzionare per tenere lontani i gabbiani nel periodo in cui ci sono più turisti.

East Coast Falcons, la società proprietaria dei rapaci ingaggiati a Ocean City, addestra questo tipo di uccelli per il controllo di gabbiani, piccioni e storni da circa 30 anni. Tra le altre cose ha lavorato per allontanare oche e altri uccelli dalla zona intorno alle piste dell’aeroporto J.F. Kennedy di New York e ha ridotto il numero di storni che assaltava una fattoria produttrice di mirtilli. Altre società nel mondo offrono servizi simili: in una cittadina del Galles ad esempio hanno tenuto lontano i gabbiani dal cortile di una scuola primaria, in California allontanano gli uccelli dalle discariche quando ce ne sono troppi e in un progetto pilota a Victoria, in Canada, hanno cercato di evitare che altri uccelli nidificassero in cima ai grattacieli del centro.

Una poiana di Harris di nome Mia e il suo falconiere Daniel Hedin nella discarica di Brea, in California, il 28 ottobre 2013 (AP Photo/Chris Carlson)

In Italia i rapaci sono stati usati, ad esempio, per allontanare i gabbiani che si avvicinavano alla terrazza di un hotel a Venezia e a luglio perché gli spettatori di una sfilata di Dolce & Gabbana a Sciacca, in provincia di Agrigento, non fossero disturbati. A Roma una poiana ha sorvegliato per anni le rovine delle Terme di Caracalla per impedire ai gabbiani di farci i propri nidi.

Tuttavia la Lega Italiana Protezione Uccelli (LIPU) non è d’accordo con l’utilizzo dei rapaci per allontanare gabbiani e piccioni. In un documento di alcuni anni fa, in cui aveva spiegato la propria posizione sulla gestione degli uccelli «problematici» come i gabbiani, spiegava:

La falconeria è stata impiegata presso alcuni aeroporti per allontanare gabbiani ed altre specie dalle piste. L’efficacia e la valutazione costi/benefici è bassa, a causa del rapido ritorno degli animali allontanati. Per questa pratica, sussistono inoltre implicazioni etiche, legali e conservazionistiche. Pertanto, la LIPU ne sconsiglia vivamente l’utilizzo. Occorre sottolineare che è possibile ottenere risultati molto più soddisfacenti utilizzando i cani addestrati, che sono più facili da gestire e non pongono problemi conservazionistici e legali.

Ci sono in effetti località dove in modo simile ai rapaci vengono utilizzati cani addestrati: ad esempio a Sydney, nella zona intorno al Teatro dell’Opera. Un’altra possibile soluzione, che però si presta a giardini e terrazzi e meno a luoghi pubblici, è l’utilizzo di appositi aquiloni a forma di rapaci da installare in cima a un palo. Il rischio è che però a un certo punto gli uccelli smettano di esserne spaventati. L’unico modo definitivo per liberarsi dei gabbiani sarebbe eliminare le fonti di cibo che li attraggono, cosa che però in luoghi come Ocean City sembra impossibile.

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