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  • domenica 4 Agosto 2019

L’Arabia Saudita vuole costruire una “città del futuro”

Si chiamerà Neom e sarà grande quasi quanto il Belgio: il progetto prevede taxi volanti, pioggia anche nei periodi di siccità, camerieri robot e una luna artificiale

Nel 2017 il principe ereditario saudita Mohammed bin Salman (o MbS, come viene chiamato), annunciò la costruzione di una nuova futuristica città al confine tra Arabia Saudita, Egitto e Giordania, che nelle sue intenzioni sarebbe dovuta diventare la più grande smart city al mondo. La città si sarebbe chiamata Neom (una fusione del prefisso neo, che in greco antico significa “nuovo”, e la parola araba mustaqbal, che significa “futuro”), sarebbe stata grande circa 26.500 km2 e la sua costruzione avrebbe richiesto 500 miliardi di dollari (circa 450 miliardi di euro).

Allora non furono dati molti dettagli sul progetto di Neom, ma alcuni giorni fa il Wall Street Journal ha rivelato maggiori particolari su come sarà effettivamente questa città, che dovrebbe essere grande quasi quanto il Belgio. Secondo quanto contenuto nelle 2.300 pagine dei documenti confidenziali delle società di consulenza che stanno partecipando al progetto, e che sono stati visti dal giornale, Neom dovrebbe taxi volanti, un sistema per portare pioggia anche nei periodi più aridi, camerieri robot nelle abitazioni, spiagge con sabbia che si illumina di notte, un parco a tema con dinosauri robot e una luna artificiale, tra le altre cose.

I documenti riportati dal Wall Street Journal sono datati settembre 2018, prima dell’uccisione del giornalista Jamal Khashoggi, di cui Mohammed bin Salman è considerato il mandante; le società di consulenza che partecipano al progetto (McKinsey & Co, Boston Consulting Group e Oliver Wyman) e lo studio legale Latham & Watkins non hanno voluto commentarli.

Come sarà Neom

Nonostante Neom dovrebbe sorgere in pieno deserto, nei piani di MbS sarebbe circondata da campi coltivati. Dovrebbe adottare infatti un sistema di cloud seeding, una tecnica che permette di ottenere precipitazioni artificiali tutto l’anno, e il clima dovrebbe essere più fresco che in altre città arabe. I documenti inoltre mostrano come Neom miri a diventare uno dei principali poli al mondo per l’impresa, ospitando le sedi di grandi aziende occidentali, come Amazon e Tesla, e offrendo loro l’utilizzo gratuito dell’energia elettrica per incentivarle. Il Wall Street Journal scrive che, secondo quanto rivelato da alcune sue fonti, l’Arabia Saudita avrebbe posto come condizione per le grandi aziende occidentali che vogliono aprire sedi a Neom di investire nella costruzione della città. Una persona coinvolta in queste offerte (fatte a IBM e ad altre società) ha espresso al giornale le sue preoccupazioni per la mancanza di etica in queste trattative. La società che dovrebbe costruire Neom ha risposto dicendo di voler garantire una concorrenza leale nell’assegnazione degli appalti, mentre IBM non ha voluto commentare.

I piani dell’Arabia Saudita per Neom riguardano anche il miglioramento dello stile di vita dei futuri abitanti della città: i residenti, secondo quanto si legge nei documenti, non avranno «nessuna malattia dovuta al lavoro o allo stress» e Neom sarà la città con il più alto PIL pro capite al mondo e il più alto numero di ristoranti con stelle Michelin per abitante. Il progetto di Neom prevede l’utilizzo massiccio della tecnologia in ogni settore, dalla mobilità alla salute, cosa che dovrebbe contribuire a creare «il miglior ambiente per vivere sul pianeta», secondo quanto riferito dai responsabili del progetto al Wall Street Journal. Verrà data inoltre particolare attenzione alla sicurezza – con relative preoccupazioni, visto che parliamo di una delle dittature più rigide e spietate al mondo – con telecamere, droni e un sistema di riconoscimento facciale in grado di monitorare tutti gli abitanti nei luoghi pubblici.

Con Neom MbS ha intenzione di costruire una città da zero, che funzioni come una sorta di enclave all’interno dell’Arabia Saudita, dove lo stile di vita sia più simile a quello occidentale che nel resto del paese, con lo scopo di attirare investimenti da grandi aziende straniere. Neom avrebbe infatti anche un sistema giudiziario ad hoc, che lo studio legale Latham & Watkins ha definito “indipendente”, che dovrebbe permettere alla città di avere regolamenti diversi dal resto dell’Arabia Saudita: i tribunali di Neom dovrebbero attenersi sempre alla legge islamica ma i giudici farebbero riferimento direttamente al re. Tra le varie eccezioni che dovrebbero essere in vigore a Neom, una riguarderà l’alcol, secondo alcune persone che hanno lavorato al progetto: agli abitanti, infatti, dovrebbe essere permesso di consumare bevande alcoliche, evitando quindi i divieti che sono in vigore nel resto del paese. «La legge di Neom sarà basata sulle migliori pratiche in materia di diritto economico e commerciale, nonché sui pareri di potenziali investitori e residenti», si legge in una dichiarazione rilasciata al Wall Street Journal.

I documenti analizzati dal Wall Street Journal contengono anche progetti che sembrano piuttosto fantasiosi, e alcune persone che hanno lavorato al progetto in passato e altre che conoscono maggiori dettagli hanno detto al giornale di non sapere quanti di questi potranno essere effettivamente realizzati, a causa degli enormi costi e delle limitazioni tecnologiche. Tra queste c’è anche il progetto della realizzazione di una luna artificiale che ogni notte appaia in cielo grazie all’utilizzo di alcuni droni. Nei piani del Boston Consulting Group si legge che questa luna potrebbe essere realizzata in collaborazione con la NASA, col fine di renderla «la più grande al mondo». Inoltre verrà costruita una spiaggia, chiamata Silver beach, la cui sabbia sarà fluorescente e di notte si illuminerà.
I problemi di Neom, finora 
Il progetto di MbS prevede anche la costruzione di un ponte attraverso il Mar Rosso che colleghi l’Arabia Saudita all’Egitto, e per la sua realizzazione il governo saudita ha acquistato anche due isole disabitate in mezzo al mare: quando l’accordo con l’Egitto fu annunciato si parlò di costi intorno ai 4 miliardi di dollari per la costruzione del ponte, ma secondo il Wall Street Journal la deviazione del percorso inizialmente stabilito a causa di problemi sismici avrebbe portato i costi fino a 125 miliardi di dollari.

Questo non è il solo problema che la costruzione di Neom ha incontrato finora. Il Wall Street Journal racconta anche che tra MbS e la direzione del progetto ci siano state alcune divergenze. Nel 2017 la direzione fu affidata a Klaus Kleinfeld, ex CEO di Arconic, di proprietà di Alcoa, la grande società statunitense produttrice di alluminio, che però lo scorso anno ha abbandonato il progetto. Tra i motivi dell’allontanamento, racconta il Wall Street Journal, ci sarebbero i piani irrealistici di MbS. Durante una riunione, per esempio, il vicedirettore di Kleinfeld aveva infatti raccomandato che venisse realizzato un piano urbanistico per la costruzione delle strade di Neom; secondo una persona che ha letto il verbale della riunione, il principe ereditario saudita avrebbe risposto: «Non voglio strade o marciapiedi. Avremo macchine volanti nel 2030!». Anche il vice di Kleinfeld ha lasciato il progetto lo scorso anno.

C’è poi un altro problema, non di poco conto, che riguarda quelli che oggi abitano nei territori dove sorgerà Neom. In quelle zone, infatti, attualmente risiedono circa 20mila persone che il governo saudita ha intenzione di trasferire forzatamente in altre città. Secondo un piano del Boston Consulting Group, i trasferimenti avrebbero richiesto fino al 2025, ma su pressione di MbS la scadenza è stata anticipata al 2022. «Il trasferimento dei residenti nell’interesse di lavori pubblici non è raro nel regno», si legge in una dichiarazione di Mbs. Le persone trasferite verranno ricompensate e riceveranno benefici tra cui un programma di borse di studio per «acquisire le competenze necessarie per far parte della visione di Neom», dice la società, ma i dubbi sono legittimi visto che l’Arabia Saudita è un regime autoritario.

Un altro ostacolo incontrato da MbS riguarda infatti i dubbi circa il rispetto dei diritti umani. Quando il progetto era stato presentato nel 2016, in molti guardavano all’Arabia Saudita con interesse per riforme come le nuove forme di divertimento prima proibite, come i concerti, e l’abolizione del divieto per le donne di guidare, ma la misteriosa morte di Jamal Khashoggi e l’atteggiamento sempre più aggressivo in politica estera hanno messo tutto in discussione. Proprio in seguito all’assassinio del giornalista saudita, il famoso architetto Norman Foster, che avrebbe dovuto far parte di un comitato di consulenti per la realizzazione di Neom, ha lasciato il progetto.