Quando Salvini diceva che i «poliziotti non sono autisti»

Lo aveva ripetuto lo scorso aprile durante una delle sue cicliche polemiche contro Roberto Saviano, sotto scorta per le minacce della camorra

Ieri Repubblica ha pubblicato un video che mostra il figlio 16enne del ministro dell’Interno Matteo Salvini mentre viene portato a fare un giro a bordo di una moto d’acqua della polizia, sulla spiaggia di Milano Marittima, in Emilia-Romagna, mentre gli agenti cercano di impedire a un giornalista di filmare quanto sta accadendo. Salvini ha commentato il video dicendo di aver commesso «un errore da papà» e poi ha preso in giro coloro che lo hanno criticato. Non più tardi di qualche mese fa, però, lo stesso Salvini criticava duramente l’uso inappropriato delle scorte di polizia nel corso della sua ciclica polemica con lo scrittore Roberto Saviano. Salvini fu abbastanza netto e disse che i poliziotti «non sono autisti».

All’epoca, come già altre volte in precedenza, Salvini aveva criticato le scorte «a personaggi che non corrono alcun rischio». Senza mai nominare direttamente Saviano, da anni sotto scorta per le minacce ricevute dalla Camorra, Salvini ha spesso lasciato intendere che stesse pensando a lui (attualmente la scorta di Saviano è attiva). Salvini sosteneva che se «alcune scorte hanno un senso» e «alcune vanno rinforzate», altre invece possono essere eliminate «per restituire poliziotti e carabinieri al loro lavoro, e a non fare gli autisti o i camerieri di nessuno».

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