La Federal Reserve ha abbassato i tassi di interesse, per la prima volta in 11 anni

La Federal Reserve, la banca centrale degli Stati Uniti, ha abbassato i tassi di interesse di un quarto di punto portandoli a un intervallo tra il 2 e il 2,25 per cento dal 2,25-2,50 per cento che era stato deciso lo scorso dicembre. Non accadeva dal 2008 che i tassi di interesse venissero abbassati. La decisione della FED di abbassare i tassi è stata presa per provare a favorire la crescita, «contro i rischi al ribasso derivanti dalla debole crescita globale e dalle incertezze sul piano commerciale», ha detto in conferenza stampa il presidente Jerome Powell, che ha invitato a vedere la riduzione come una decisione presa «a metà di un ciclo» di politica monetaria, e non come l’apertura di una fase nuova.

Nel 2015 la ex presidente della FED Janet Yellen aveva deciso di avviare l’aumento dei tassi per riportarli a un livello normale, finita la crisi economica. I tassi di interesse bassi, come quelli in vigore a partire dalla fine della crisi, si riflettono sulle banche che prendono denaro a prestito dalla banca centrale e sugli interessi che le banche applicano ai loro clienti: prendere denaro a prestito è più conveniente, c’è più denaro in circolo e quindi l’economia si riprende più rapidamente. Il problema è che tenere tassi bassi troppo a lungo rischia di generare delle “bolle speculative”, poiché con tassi molto bassi gli operatori del mercato cercano investimenti sempre più rischiosi per ottenere un buon rendimento. Inoltre rischia di privare una banca centrale di strumenti con cui stimolare l’economia se il paese viene colpito da una recessione.

Donald Trump, che da tempo critica le decisioni della FED e chiede tagli significativi ai tassi di interesse, ha scritto che «come al solito Powell ci ha deluso, ma almeno ha interrotto la stretta. Stiamo vincendo comunque ma certo non sto avendo un grande aiuto dalla Federal Reserve!». E poi: «Quello che il mercato voleva sentire da Jay Powell e dalla Federal Reserve era l’inizio di un lungo e aggressivo ciclo di taglio dei tassi che avrebbe tenuto il passo con la Cina, l’Unione Europea e altri paesi del mondo».

Jerome Powell, Washington, 31 luglio 2019 (Mark Wilson/Getty Images)

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