La Camera ha approvato il “decreto sicurezza bis”, che ora va all’esame del Senato

Giovedì il decreto legge noto come “decreto sicurezza bis” è stato approvato dalla Camera dei Deputati con 322 voti favorevoli, 90 contrari e un astenuto; nei prossimi giorni – entro il 1 agosto – sarà sottoposto al voto del Senato per completare la trasformazione in legge. Voluto dal leader della Lega e ministro dell’Interno Matteo Salvini ed entrato in vigore a giugno dopo l’approvazione del Consiglio dei ministri, il decreto ha a che fare principalmente con l’arrivo di immigrati in Italia e con questioni di ordine pubblico, come il primo “decreto sicurezza”.

Tra le altre cose, prevede lo stanziamento di nuovi fondi per l’assunzione di personale amministrativo per gli uffici giudiziari, l’introduzione di multe molto onerose – da 150mila euro a un milione di euro – per i capitani di imbarcazioni che arrivano in Italia nonostante indicazioni contrarie da parte delle capitanerie di porto e l’inasprimento delle pene per chi aggredisce agenti di polizia. Inoltre stabilisce che il ministro dell’Interno, e non quello delle Infrastrutture, possa limitare o vietare l’ingresso, il transito o la sosta di navi nelle acque territoriali per motivi di ordine e sicurezza o per presunto favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.

Il decreto è stato molto criticato, non solo da associazioni e cittadini ma anche dal procuratore di Agrigento Luigi Patronaggio – la cui procura si era occupata anche del caso di Carola Rackete, la comandante della Sea Watch 3 arrestata e poi liberata – che in audizione alla Camera aveva detto che non offre strumenti contro i cosiddetti “sbarchi fantasma”, cioè gli arrivi di migranti su piccole imbarcazioni. Anche all’interno della maggioranza di governo il decreto non è stato pienamente apprezzato: una deputata del Movimento 5 Stelle ha votato contro e il presidente della Camera Roberto Fico ha lasciato l’aula mezz’ora prima che si votasse. Inoltre 17 deputati del M5S erano assenti, ma secondo fonti del Movimento che hanno parlato con i giornali erano assenze «giustificate per motivi di salute e personali». Ad astenersi durante il voto è stato Vittorio Sgarbi, del gruppo misto.

Una manifestazione contro il decreto sicurezza bis davanti al palazzo di Montecitorio, a Roma, il 24 luglio 2019 (Cecilia Fabiano - LaPresse)