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  • lunedì 22 luglio 2019

Tre persone sono state condannate per la bomba esplosa a Firenze l’1 gennaio 2017

Tre persone sono state condannate per la bomba esplosa a Firenze l’1 gennaio 2017, che ferì gravemente un artificiere intervenuto per provare a disinnescarla. I tre condannati fanno parte di movimenti anarchici: sono stati giudicati colpevoli di “lesioni personali gravissime” (e non tentato omicidio, come chiesto dall’accusa) e hanno ricevuto pene di 9 anni di reclusione, 9 anni e 6 mesi di reclusione e 9 anni e 10 mesi di reclusione. Una quarta persone imputata per l’esplosione della bomba è stata invece assolta (ma condannata a 2 anni per un altro reato meno grave).

La bomba era esplosa domenica 1 gennaio in via Leonardo da Vinci, nel centro storico di Firenze, davanti a una libreria di estrema destra considerata vicina al movimento CasaPound. L’artificiere della polizia Mario Vece, che aveva 39 anni, rimase gravemente ferito dall’esplosione mentre lavorava per disinnescare la bomba: perse l’occhio destro e gli fu amputata la mano destra. Le condanne sono arrivate in un processo in cui erano complessivamente imputate 28 persone, accusate di diversi reati ma tutte vicine a movimenti anarchici: 26 di loro sono state condannate.

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