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  • martedì 16 luglio 2019

L’UE ha punito la Turchia per l’avvio di una nuova operazione per la ricerca di gas al largo di Cipro

Il Consiglio Affari Esteri dell’Unione Europea, che riunisce i ministri degli Esteri dei paesi membri, ha sospeso le relazioni e ha tagliato i fondi verso la Turchia, che nei giorni scorsi aveva avviato nuove perforazioni offshore nel Mediterraneo orientale, vicino alle coste di Cipro, alla ricerca di giacimenti di gas. Nelle ultime settimane la Turchia ha inviato una nuova nave da perforazione nella zona, una mossa definita da Cipro – che fa parte dell’Unione Europea – come una violazione del diritto internazionale e della sua sovranità.

Dopo l’incontro di lunedì 15 luglio, il Consiglio dell’UE ha dunque fatto sapere che «nonostante le ripetute richieste dell’Unione Europea di cessare le proprie attività illegali nel Mediterraneo orientale» la Turchia «ha proseguito con le operazioni di perforazione a ovest di Cipro e ha lanciato una seconda operazione di perforazione a nord-est di Cipro, all’interno di acque territoriali cipriote».

I ministri, in particolare, hanno deciso di sospendere le relazioni con la Turchia che hanno a che fare con i negoziati sugli accordi riguardanti l’aviazione, di ridurre il flusso di fondi verso il paese e di chiedere alla Banca europea per gli investimenti (BEI) di rivedere i prestiti concessi al paese, che nel 2018 ammontavano a quasi 434 milioni di dollari. Turchia e Cipro sono in disaccordo sullo sfruttamento delle riserve di gas offshore che si trovano nel Mediterraneo orientale, che sono rivendicate dai ciprioti e contestate da Ankara.

La nave turca per perforazioni Yavuz, nel porto di Dilovasi, vicino a Istanbul, 20 giugno 2019 (AP Photo/Lefteris Pitarakis)

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