Di Maio dice che al M5S servono i “facilitatori”

Una nuova figura che sarà introdotta con la riforma della struttura del partito, presentata in questi giorni

Il capo politico del Movimento 5 Stelle, Luigi Di Maio, ha pubblicato un video sulla sua pagina Facebook per spiegare i punti principali della riforma della struttura del partito, che racconterà più a fondo nei prossimi giorni e che aveva promesso mesi fa dopo la netta sconfitta alle elezioni regionali in Sardegna.

Il MoVimento è resiliente! Parte il percorso per una nuova organizzazione!

Il MoVimento è resiliente! Parte il percorso per una nuova organizzazione!Nei prossimi giorni, attraverso dei video tutorial, vi spiegherò un'idea di organizzazione del MoVimento 5 Stelle che si basa su questa figura: il facilitatore. Sia a livello regionale, sia a livello nazionale.E insieme decideremo, voto per voto (voterete per parti separate su Rousseau) se questa può essere la strada per riorganizzarci.Ne discuteremo nei prossimi giorni, siamo di fronte ad una ennesima evoluzione del MoVimento, che gioverà agli italiani.

Gepostet von Luigi Di Maio am Freitag, 12. Juli 2019

La riforma sarà presentata nei prossimi giorni e più tardi votata dagli iscritti al Movimento sulla piattaforma Rousseau, e si basa soprattutto sull’introduzione della figura del “facilitatore”, un termine che Di Maio usa sostanzialmente per definire ruoli che nei partiti tradizionali vengono affidati alla segreteria e ai coordinatori regionali e locali.

Abbiamo bisogno non di una struttura, non di quello che hanno i partiti. A noi non servono dei decisori solitari che decidono al posto di altri. A noi servono dei facilitatori. […]

Abbiamo bisogno di una organizzazione nazionale per temi e questioni organizzative, e quindi di almeno 16-18 facilitatori nazionali che si occupino di ambiente, sicurezza, innovazione, fino alle questioni legali del Movimento, di comunicazione, di organizzazione interna. E poi abbiamo bisogno a livello regionale di facilitatori che si occupino della formazione, del coinvolgimento di nuove persone che si vogliono avvicinare al Movimento 5 Stelle, abbiamo bisogno di facilitatori che parlino con tutto quel mondo che vuol venire a parlare col Movimento in una regione e non sa con chi parlare.

Nella parte finale del video, Di Maio propone anche un’altra apertura di cui si parla da mesi all’interno del M5S: la possibilità di alleanze a livello locale con liste civiche e comitati, che sin dai primi anni il Movimento ha evitato (e criticato quando venivano strette da altri partiti) perché si riteneva l’unico partito legittimato a rappresentare la società civile. Di Maio spiega che «sulle liste civiche dovremo fare una riflessione insieme e capire se su alcuni territori è arrivato il momento di presentarci alle elezioni comunali o regionali insieme alle liste di movimenti o comitati con cui abbiamo già collaborato».

Da mesi i giornali parlavano di una possibile riorganizzazione interna al Movimento 5 Stelle. La necessità di un cambiamento era emersa la prima volta dopo la grave sconfitta subita alle regionali in Abruzzo, arrivata nonostante in campagna elettorale Di Maio e molti altri dirigenti del Movimento si fossero spesi in prima persona. Di Maio aveva già annunciato che il Movimento avrebbe dovuto decidere con maggior attenzione dove presentarsi e dove invece rinunciare a correre.

A febbraio i quotidiani avevano raccontato di diversi incontri avvenuti tra lui, Beppe Grillo, il fondatore del Movimento e proprietario del suo simbolo, e Davide Casaleggio, proprietario della piattaforma Rousseau attorno a cui è organizzata la vita del partito. Nel corso di questi colloqui la possibilità di riforma sarebbe stata a lungo discussa e alla fine la linea di Di Maio sarebbe stata accettata. Nei mesi successivi Di Maio ha portato avanti un lungo tour “di ascolto” di alcuni gruppi locali di attivisti, durante i quali ha presentato a grandi linee la riforma del partito.

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