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  • sabato 22 Giugno 2019

È intervenuta la polizia a casa del politico britannico Boris Johnson e della sua compagna, dopo che i vicini avevano sentito urla e rumori di cose rotte

Venerdì notte la polizia di Londra è intervenuta a casa del politico conservatore Boris Johnson, possibile futuro primo ministro britannico, e della sua compagna, Carrie Symonds. La polizia era stata chiamata da alcuni vicini che avevano sentito urla molto forti e il rumore di oggetti che si rompevano; a un certo punto, ha scritto il Guardian, si era sentita Symonds che urlava «non mi toccare» e «vattene dal mio appartamento». I vicini hanno raccontato di essersi preoccupati dopo che avevano provato a bussare senza ottenere risposta.

La polizia ha confermato di essere intervenuta a casa di Johnson e Symonds e ha aggiunto che entrambi stavano bene e che non c’erano ragioni per prendere provvedimenti di qualche tipo.

La notizia è finita in grande evidenza su diversi siti di news britannici e stranieri perché Johnson sta partecipando alla corsa per la leadership del Partito Conservatore britannico, iniziata dopo le dimissioni da primo ministro di Theresa May. È uno dei due candidati rimasti in corsa – l’altro è Jeremy Hunt – ed è considerato il favorito. La decisione finale verrà presa dagli iscritti del partito, che hanno ancora due settimane di tempo per esprimere la loro preferenza.

Durante un incontro elettorale che si è svolto sabato a Birmingham, Johnson si è rifiutato di rispondere a una domanda dell’intervistatore Ian Dale riguardo all’intervento della polizia.

Boris Johnson e Carrie Symonds (Chris J Ratcliffe/Getty Images)