Franco Zeffirelli negli anni Ottanta (ANSA)
  • Italia
  • sabato 15 giugno 2019

È morto Franco Zeffirelli

Aveva 96 anni ed era uno dei più famosi registi italiani del Novecento

Franco Zeffirelli negli anni Ottanta (ANSA)

È morto il regista italiano Franco Zeffirelli. La notizia è stata data dai quotidiani toscani la Nazione e Corriere Fiorentino. Zeffirelli aveva 96 anni, era malato da tempo, ed era uno dei più famosi registi italiani del Novecento, di teatro e di cinema, e aveva lavorato anche come sceneggiatore e scenografo. «I critici – scrive il New York Times – hanno a volte rimproverato all’opera di Zeffirelli di mettere in scena un’atmosfera sfavillante più tipica dell’era d’oro di Hollywood, mentre Hollywood ha etichettato i suoi film come troppo intellettuali. Ma il suo successo di pubblico è stato innegabile».

Zeffirelli, nato a Firenze il 12 febbraio del 1923, era conosciuto soprattutto per gli allestimenti delle opere teatrali di William Shakespeare e divenne noto al grande pubblico nel 1977 grazie a Gesù di Nazareth, sceneggiato televisivo sulla vita di Gesù. Tra le tante celebrità internazionali con cui lavorò ci sono Elizabeth Taylor, Richard Burton, Laurence Olivier, Alec Guinness, Faye Dunaway, Jon Voight e Maria Callas. A un certo punto, nel 1994, ebbe anche una breve esperienza politica con Forza Italia, essendo molto amico di Silvio Berlusconi: venne eletto senatore nella circoscrizione Catania e poi confermato due anni dopo.

Dopo aver collaborato da giovane con Luchino Visconti e Antonio Pietrangeli, esordì come regista negli anni Cinquanta nell’opera (alla Scala di Milano) e nel cinema con la commedia Camping del 1957. Negli anni diventò uno dei registi più apprezzati in Italia e all’estero. Il successo nel cinema arrivò negli anni Sessanta, con due trasposizioni cinematografiche di opere di Shakespeare: La bisbetica domata e Romeo e Giulietta.

Nel 1966 realizzò Per Firenze, un documentario che sull’alluvione della città. Tra le opere teatrali che mise in scena, si ricordano l’Amleto con Giorgio Albertazzi, Chi ha paura di Virginia Woolf?, La lupa di Giovanni Verga con Anna Magnani, e Fratello sole, sorella luna, una reinvenzione della vita di Francesco d’Assisi. Oltre che alla Scala di Milano, i suoi allestimenti vennero rappresentati anche alla Metropolitan Opera di New York, a Covent Garden a Londra e a lungo all’Arena di Verona, in particolare la Carmen di Georges Bizet nel 1995 (e poi per altre 12 volte), l’Aida di Giuseppe Verdi (cinque volte in tutto), Madama Butterfly (sei) e Turandot di Giacomo Puccini (cinque). Zeffirelli girò anche film ispirati a opere liriche, come i Pagliacci (1982) e La Traviata (1983). Realizzò film tratti dalle opere di Shakespeare, come l’Amleto nel 1990, con Mel Gibson nella parte di Amleto, Glenn Close in quella della madre Gertrude e Helena Bonham Carter in quella di Ofelia; venne premiato con il David di Donatello per il Miglior film e ricevette due candidature agli Oscar, per la scenografia e i costumi.

Tra i suoi film si ricordano anche Il Campione; Jane Eyre (1996), premiato con il David di Donatello per i costumi; Un tè con Mussolini (1999) in parte autobiografico, con Maggie Smith, Judi Dench, Cher e Lily Tomlin, e a sua volta premiato con il David di Donatello per i migliori costumi; e Callas Forever (2002), ispirato alla vita della cantante lirica, e sua amica, Maria Callas, qui interpretata da Fanny Ardant. Ha vinto 5 David di Donatello, i più importanti premi cinematografici italiani, e nel 2004 venne nominato dalla regina Elisabetta II Cavaliere dell’Ordine dell’Impero Britannico.

Zeffirelli era cattolico e dichiaratamente omosessuale ed ebbe un rapporto lungo e complicato con il suo maestro, Luchino Visconti; i due vissero anche insieme a Roma.

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