Si vota anche a Pesaro

Dove cinque anni fa il candidato del centrosinistra – che correrà per un secondo mandato – vinse al primo turno con il 60 per cento dei voti

Matteo Ricci a Roma, 12 marzo 2018 (ANSA/ALESSANDRA DI MEO)

Domenica a Pesaro si vota per eleggere il nuovo sindaco. I candidati sono sei, compreso l’attuale sindaco di centrosinistra Matteo Ricci che correrà per un secondo mandato e che nel 2014 aveva vinto al primo turno con il 60,51 per cento dei voti, lasciando poco spazio al centrodestra – che si era fermato al 17,87 per cento dei voti – e al M5S, il cui candidato aveva ottenuto il 16,43 per cento. A Pesaro dal Dopoguerra a oggi ha sempre amministrato il centrosinistra.

Matteo Ricci è del Partito Democratico e ha avuto diversi ruoli nel partito: dal dicembre 2013 al maggio 2017 è stato vicepresidente del PD, con Matteo Renzi segretario, e nell’ottobre del 2016 è stato responsabile degli Enti Locali entrando anche nella segreteria nazionale fino al 17 novembre 2018. Per le amministrative Ricci ha raccolto il sostegno anche dalle liste Forza Pesaro, Giovani è Tempo, Una Città in Comune, Il Faro di Pesaro e Matteo Ricci Sindaco: «centrosinistra più tanto civismo», ha detto. Rispetto a cinque anni fa, però, la sua coalizione ha perso la componente più di sinistra.

Il Partito Comunista Italiano, Rifondazione Comunista e Sinistra Anticapitalista, con la lista Comunisti per Pesaro, sostengono Claudio Nigosanti. Nicola Gianelli, docente all’università di Urbino, è invece il candidato della lista Fuori Centro, di sinistra, che ha il sostegno di Articolo1-Mdp. Francesco Scavolini guiderà la lista Servire Pesaro Insieme, civica di ispirazione cattolica. Il centrodestra sostiene il segretario comunale di Fratelli d’Italia Nicola Baiocchi, avvocato, appoggiato anche da Lega, Forza Italia e dalla liste Siamo Pesaro e Prima c’è Pesaro.

Il Movimento 5 Stelle ha scelto Francesca Frenquellucci, consigliera comunale, con qualche polemica e difficoltà interna: una candidatura decisa dal partito nazionale e non dai circoli locali, dicono alcuni dissidenti che avevano proposto un’altra persona, e avvenuta in modo poco trasparente. Il Movimento 5 Stelle a Pesaro ha poi dovuto affrontare una situazione complicata e legata a uno dei suoi maggiori rappresentanti a livello locale e nazionale, il deputato Andrea Cecconi. Cecconi era stato uno dei primi parlamentari del M5S scoperti a truccare i documenti sulla restituzione di parte del suo stipendio, come imposto dal suo partito: in quel momento, però, era già candidato alle elezioni del marzo 2018 e non poteva essere rimosso. Dopo aver annunciato che in caso di elezione avrebbe rinunciato all’incarico, una volta eletto si è iscritto al gruppo Misto.

Ricci sembra essere il favorito anche se difficilmente, secondo alcuni giornali, potrà replicare il 60 per cento di cinque anni fa. Il vero obiettivo sarà superare il 50 per cento per evitare il ballottaggio. Se così non fosse, non è chiaro chi potrebbe passare con lui: se la candidata del Movimento 5 Stelle o del centrodestra, che sembra comunque essere il favorito, tra i due.

Ricci ha fatto campagna elettorale difendendo il lavoro fatto durante il suo primo mandato: «Tanto è stato fatto, più del doppio di quanto c’era scritto nel programma elettorale del 2014, ma il meglio deve ancora venire», dice, facendo riferimento soprattutto a turismo e servizi. Il suo programma elettorale si basa su tre parole: “respirare, abbracciare e accelerare”, cioè ambiente, cura degli anziani, delle famiglie, di chi ha problemi di disagio psicologico e dipendenze e sviluppo di economie turistiche e di servizi «attraverso una strategia di lunga durata e obiettivi ambiziosi».

Il centrodestra accusa il sindaco uscente di voler raccontare Pesaro come una città tranquilla, mentre ci sarebbero molti problemi di degrado, ordine e decoro: «Applicheremo il decreto Salvini e le nuove direttive alla lettera. Nel Parco Miralfiore (un parco comunale vicino alla stazione, ndr) metteremo guardie private agli ingressi, più telecamere e illuminazione, puliremo i boschi e soprattutto diventerà “zona rossa” cioè per chi ha precedenti ne vieteremo l’ingresso e stazionamento, inoltre metteremo il divieto di girare con bottiglie di alcolici aperte. Per quanto riguarda l’accattonaggio, favoriremo il nomadismo dei rom e vieteremo lo stazionamento in tutto centro storico applicando il daspo urbano».

Uno degli episodi più gravi della campagna elettorale ha riguardato Musli Alievski, candidato al consiglio comunale in una lista civica a sostegno del sindaco uscente Ricci: è di origine macedone e di etnia rom e per questo, al momento della presentazione della sua candidatura, ha ricevuto decine di insulti razzisti.

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