“Game of Thrones” non è finita qui

La serie è terminata, ma restano (almeno) due libri da scrivere ed HBO sta già pensando a come non far morire la sua gallina dalle uova d'oro

Game of Thrones, la serie tv, è finita. Nonostante diverse critiche, in particolare all’ultima stagione, è stato un grandissimo fenomeno mediatico e culturale e quindi anche una «macchina da soldi» per HBO, l’emittente tv che l’ha prodotta e trasmessa. È chiaro che HBO voglia continuare a guadagnare spettatori – e quindi soldi – grazie a Game of Thrones, ed è per questo che ha già piani per nuove serie ambientate in quello stesso mondo. Un mondo che tra l’altro è stato creato da uno scrittore, George R.R. Martin, che ancora deve finire i libri da cui la serie era tratta: libri che raccontano un mondo immenso e densissimo di luoghi, storie e personaggi, un mondo su cui è possibile scrivere dei libri di storia e al cui interno è possibile pensare a decine di idee per possibili serie tv. Come ha scritto il New York Times, «abbiamo appena iniziato a esplorare Westeros».

Arriveranno dei nuovi libri di Martin che racconteranno in modo diverso il finale di Game of Thrones, che la serie è finita per raccontare prima di lui, e arriverà almeno una nuova serie tv (ma potrebbero arrivarne anche di più). Non c’è ancora una data di uscita per i libri e non si sa ancora tantissimo sulla nuova serie, ma ci sono comunque diverse informazioni da mettere in ordine. Partiamo da quello che hanno detto le due persone che sanno più cose sull’argomento: George R.R. Martin e Casey Bloys, capo della programmazione di HBO.

Cosa dice Martin
Dopo l’episodio finale di Game of Thrones, Martin ha scritto sul suo blog un post dal titolo “Una fine”. Negli ultimi anni si è parlato molto del fatto che una serie iniziata adattando per la tv dei romanzi si sia trovata, nelle sue ultime stagioni, a dover scrivere una storia a cui i romanzi ancora non erano arrivati, per via dei diversi tempi di scrittura. Martin aveva però spiegato di aver dato a David Benioff e D.B. Weiss, i due creatori della serie, le necessarie dritte sui principali colpi di scena e su dove la storia sarebbe andata a parare. Martin ha spiegato che sta scrivendo la sua storia, ma che è molto impegnato e comunque non vuole che gli sia messa fretta. Ha poi aggiunto: «Non vi darò una data di uscita. L’ho già fatto in passato, ma poi non ho soddisfatto le vostre aspettative e mi sono fatto del male da solo». Su quale sarà il finale dei libri, ha scritto:

Come finirà? Continuano a chiedermelo. Come nella serie?  O in modo diverso?

Beh… sì. E no. E sì. E no. E sì. E no. E sì.

Martin ha ricordato che per il suo finale, prima del quale devono ancora uscire due libri, avrà a disposizione quelle che pensa saranno più di tremila pagine, mentre la serie aveva giusto qualche ora di televisione. Ha ricordato poi che – per via di quello che definisce «effetto farfalla» – magari si arriverà a esiti simili tra serie e libri, ma con strade diversissime.

Cosa dice HBO
Casey Bloys, capo della programmazione di HBO, ha parlato della futura serie con l’Hollywood Reporter. Non si è lasciato andare granché e ha detto che non vuole dare false speranze a nessuno, ma qualcosa sul futuro del mondo di Game of Thrones l’ha detto: ha confermato che a giugno verrà girato il pilota (il primo episodio, una sorta di prova generale) di una serie prequel (cioè ambientata prima degli eventi della serie Game of Thrones) e ha detto che al momento sono in fase di sviluppo altre due possibili serie. “In fase di sviluppo” vuol dire che ancora non si sa se e quando quelle serie saranno girate, ma quel qualcuno ne sta scrivendo la storia e, magari, si sta pensando a chi potrebbe interpretarla.

Bloys ha aggiunto che al momento non ci sono piani di altro tipo e, a precisa domanda della giornalista, ha detto che se tutte e tre le serie (quella del pilota e le due in lavorazione) dovessero piacere potrebbero, in linea teorica, essere prodotte tutte e tre. La giornalista gli ha anche chiesto se ci fossero piani per fare dei sequel, delle storie ambientate cioè dopo la fine di Game of Thrones, magari con gli stessi personaggi.

No, no, no. No.

Bloys ha spiegato che non vuole rifare due volte la stessa cosa, che preferisce lasciare che Game of Thrones, la serie, sia un’opera a sé con un inizio e una fine; e poi che il mondo immaginato da Martin è così grande che sarebbe un peccato non provare a raccontare qualcosa di diverso.

Cosa sappiamo, quindi
Continuiamo quindi a non avere una data di uscita per The Winds of Winter, il sesto libro della saga di Game of Thrones, e di conseguenza nemmeno sappiamo quando uscirà A Dream of Spring, il settimo e (si presume) ultimo libro della casa. Ma usciranno, prima o poi. I primi cinque libri uscirono dal 1996 al 2000, il terzo nel 2005 e il quarto nel 2011. Qualche anno fa Martin spiegò che ci sono scrittori giardinieri, che piantano semi e poi guardano cosa cresce, aggiustando la storia di conseguenza, e scrittori architetti, che progettano tutto ed eseguono quel che avevano progettato; lui è chiaramente un giardiniere. Nel frattempo Martin ha scritto anche altri libri che hanno a che fare con la storia del mondo di Game of Thrones, l’ultimo dei quali – Fuoco e sangueuna sorta di libro di storia – è uscito nel novembre del 2018.

Non c’è una data di uscita nemmeno per la serie prequel ma è lecito pensare, conoscendo i tempi con cui si gira e monta una serie tv, che potrebbe essere pronta per il 2020. Sappiamo che HBO ci iniziò a pensare nel maggio 2017, quando la proposta per il prequel fu presa in considerazione insieme ad altre tre. Una è stata nel frattempo scartata, le altre due sono con ogni probabilità quelle che Bloys ha detto essere “in fase di sviluppo”. Della serie di cui si girerà il prequel a giugno conosciamo:

  • l’ideatrice: Jane Goldman, sceneggiatrice britannica di X-Men – L’inizio e dei due Kingsman, tra gli altri
  • alcuni attori: tra i quali anche Naomi Watts
  • l’ambientazione: migliaia di anni prima di Game of Thrones, nella cosiddetta Età degli Eroi (un’epoca ben nota a chi conosce la storia di Westeros, che a ha che fare tra le altre cose con la nascita degli Estranei)

A maggio Martin si lasciò andare sul suo blog: in merito a questo prequel e alle altre serie in lavorazione consigliava, a chi voleva sapere di cosa avrebbero parlato, di prendersi una copia di Fuoco e sangue, il libro di storia uscito nel novembre 2018. In un post Martin si riferì alla serie di cui si girerà il pilota intitolandola “The Long Night” (perché potrebbe parlare di un inverno particolarmente lungo), e più di recente qualcuno ha detto che il titolo potrebbe essere “Bloodmoon” (ma magari alla fine non sarà né uno né l’altro).

L’idea di molti osservatori è che HBO vorrà trovare il modo di sfruttare il mondo di Game of Thrones e provare a farlo diventare un franchise, cioè qualcosa di simile a Harry Potter o Star Wars o l’universo Marvel, per diventare competitiva nel complicato  futuro contesto delle serie tv e dei servizi di streaming. Ma costruire un franchise o un “mondo narrativo” non è così facile: basta pensare a tutti quelli che nel cinema hanno provato, senza riuscirci, a “fare come la Marvel”. L’interesse ipotetico del pubblico è una premessa necessaria ma non essenziale: e non è mai detto che tra uno, due o tre anni chi negli ultimi otto ha guardato Game of Thrones vorrà guardare qualcosa che non è Game of Thrones ma che ne condivide l’ambientazione generale. Il tutto mentre Amazon ha grandi piani per una serie sul Signore degli Anelli. Per di più, HBO è nota per aver creato grandi serie tv, alcune di quelle di cui si dice che abbiano “fatto la storia della tv”, ma non si è mai trovata a dover gestire un mondo grande ed espandibile tanto quanto quello di Game of Thrones. Insomma, non è per niente facile e scontato. Anche solo fare un buon pilota non è per niente facile, come dimostrò proprio Game of Thrones.

Il disastroso primo episodio di “Game of Thrones”

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