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  • martedì 14 maggio 2019

Volereste su un Boeing 737 MAX?

Risolvere il guaio che ha causato gli incidenti è soltanto un pezzo del problema, per Boeing e le compagnie aeree: l'altro pezzo sarà convincere le persone

Un Boeing 737 MAX atterra all'aeroporto LaGuardia di New York. (Drew Angerer/Getty Images)

Gli aerei Boeing 737 MAX di tutto il mondo sono bloccati a terra dallo scorso marzo, cioè dall’incidente al volo ET302 poco distante da Addis Abeba, in Etiopia, secondo le indagini preliminari avvenuto a causa di un problema analogo a quello che mesi prima aveva causato lo schianto del volo indonesiano LNI610 vicino a Giacarta, e che era dipeso da un problema a un sistema antistallo tipico di quel nuovo modello di aereo. Ma il Boeing 737 MAX era l’aereo su cui Boeing aveva investito buona parte del proprio futuro, e la società statunitense ha bisogno di far tornare a volare i suoi aerei per contenere le già enormi perdite subite. Risolvere il problema che avrebbe causato gli incidenti sarà solo la prima parte della soluzione; la seconda sarà convincere le persone a volare sui Boeing 737 MAX.
Secondo un sondaggio della banca d’affari Barclays PLC citata dal Wall Street Journal, il 44 per cento delle 1.756 persone intervistate ha detto di voler aspettare almeno un anno prima di salire a bordo di un Boeing 737 MAX. Più della metà degli intervistati ha aggiunto che preferirebbe volare su un altro aereo, se possibile.

Non è ancora certo cosa abbia causato i due incidenti, ma secondo numerose inchieste giornalistiche e secondo i risultati delle indagini preliminari in entrambi i casi il problema fu il malfunzionamento di un sensore su cui si basava il sistema antistallo: ricevendo dati sbagliati, il sistema avrebbe provocato l’abbassamento automatico del muso dell’aereo, che continuava ad andar giù malgrado i piloti lo riportassero su, e quindi alla fine il suo schianto. I piloti, è emerso, non erano stati informati e addestrati a sufficienza sul sistema, e non sono così stati in grado di evitare gli incidenti.

Nonostante Boeing avesse annunciato di aver iniziato a lavorare a una soluzione software che risolvesse il problema dopo il primo incidente, lo scorso ottobre, a oggi non ha ancora presentato niente alle agenzie di controllo. La società ha detto di aver fatto diversi voli di prova su aerei con il software installato, e secondo il Wall Street Journal ci sono addetti ai lavori che credono che le autorità statunitensi potrebbero rimuovere il blocco ai 737 MAX a giugno.

Questa previsione sembra ottimistica a molti, ma c’è di più: con l’emergere della storia dietro agli incidenti ai 737 MAX, ci sono anche state accuse di opacità nelle modalità in cui vengono fornite le certificazioni sugli aerei da parte della Federal Aviation Administration, l’agenzia governativa americana che se ne occupa. In particolare, è stato raccontato che i pochi finanziamenti alla FAA hanno costretto l’agenzia a delegare parte dei controlli alle stesse società che avrebbe dovuto controllare. Altre inchieste giornalistiche, poi, hanno ipotizzato che la necessità di Boeing di produrre in fretta il 737 MAX per rispondere alla concorrenza europea di Airbus sia stata assecondata dalla FAA, che avrebbe affrettato alcune fasi della certificazione.

Nessuna di queste accuse è ancora stata provata, però hanno contribuito a screditare la FAA davanti alle agenzie dell’aviazione del resto del mondo: perciò non è più scontato che si fidino dei risultati dei test sui nuovi 737 MAX, e potrebbero richiedere prove e documentazioni aggiuntive rallentando il processo che porterà di nuovo gli aerei a poter volare in tutto il mondo.

Si stima che Boeing prevedesse di ottenere il 40 per cento dei propri ricavi nei prossimi anni dal 737 MAX. Ma anche le compagnie aeree avrebbero interesse a riportarli in volo, visto che ce ne sono alcune centinaia fermi in tutto il mondo: riorganizzare le proprie attività in loro assenza ha significato ritardi, cambi di rotte e cancellazioni che ne hanno peggiorato la reputazione.

Allo stesso tempo, però, non è ancora chiaro quanto il pubblico sarà disposto a tornare a viaggiare sui Boeing 737 MAX, quando e se le agenzie internazionali li avranno dichiarati sicuri. Boeing e le singole compagnie aeree stanno pensando a delle campagne apposite, spiega il Wall Street Journal, che prevederanno pubblicità e testimonial famosi, e che faranno in parte affidamento sui piloti.

La speranza di Boeing e delle compagnie aeree è che le ansie e le preoccupazioni del pubblico se ne vadano pian piano quando l’aereo tornerà a volare. Secondo il Wall Street Journal, i boicottaggi dei clienti delle compagnie aeree non durano molto, anche perché ci sono poche alternative. Chi non volesse salire su un Boeing 737 MAX, in pratica, potrebbe avere molte difficoltà – e dover spendere più soldi – per organizzare diversamente il proprio spostamento, e potrebbe perciò rinunciare al boicottaggio per praticità. Alla lunga, questo potrebbe far dimenticare alla maggior parte delle persone i problemi che avevano avuto gli aerei.

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