Gli arresti per corruzione in Lombardia

Una complessa inchiesta ipotizza un giro di tangenti che coinvolgerebbe politici e imprenditori locali: sono coinvolti diversi esponenti del centrodestra

Un fermo immagine tratto da un video relativo all'inchiesta sul presunto giro di tangenti in Lombardia. (ANSA/CARABINIERI)

In Lombardia e Piemonte i carabinieri e la guardia di finanza hanno eseguito 43 ordinanze di custodia cautelare nell’ambito di un’inchiesta che ipotizza un giro di tangenti tra importanti politici, imprenditori e dirigenti tra Milano e Varese, principalmente a livello dell’amministrazione regionale. Tra gli interessati ci sono anche diversi politici di spicco del centrodestra lombardo tra cui Pietro Tatarella, consigliere comunale di Milano e candidato di Forza Italia alle elezioni europee per il Nord Ovest, e il sottosegretario alla Rigenerazione e Sviluppo area Expo della Regione Lombardia Fabio Altitonante. In totale sono 95 le persone indagate a vario titolo per associazione a delinquere e corruzione.

I giornali riportano in particolare che l’indagine avrebbe individuato un tentativo di corruzione nei confronti del presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana, della Lega, che però non è indagato bensì “parte offesa”. Il tentativo di corruzione sarebbe arrivato da Gioacchino Caianiello, ex coordinatore provinciale di Forza Italia a Varese già condannato in via definitiva per concussione nel 2017. A quanto scrive il Corriere della Sera, l’episodio risale al marzo del 2018, quando Caianiello avrebbe proposto a Fontana una nomina a capo del “settore Formazione” della Regione Lombardia, in cambio di garanzie su alcune consulenze legali che sarebbero state poi richieste a un amico e collega di Fontana.

Fontana, che non è indagato, secondo i giornali non avrebbe però denunciato l’episodio: non è chiaro perché. In una conferenza stampa, il procuratore Francesco Greco ha detto che le indagini avrebbero rivelato che il collega di Fontana in questione «ha poi ottenuto un incarico dalla Regione», e che quindi si sta «accertando lo spessore e la regolarità della procedura».

L’inchiesta è però molto più ampia e comprende vari filoni, che nell’ipotesi dei magistrati sono collegati da alcune persone tra cui Caianiello e Tatarella. Quest’ultimo, 35enne di spicco nel centrodestra lombardo, è accusato secondo Repubblica di aver ricevuto compensi economici mensili dall’imprenditore Daniele D’Alfonso in cambio di un aiuto ad aggiudicarsi appalti nel settore dei rifiuti tra Varese e Novara. A D’Alfonso viene contestata anche l’aggravante mafiosa, per aver dato lavoro ai membri di un clan della ‘ndrangheta.

Secondo i giornali, poi, i magistrati hanno presentato alla Camera una richiesta di arresto per il deputato di Forza Italia Diego Sozzani, accusato di finanziamento illecito ai partiti. Mauro De Cillis, il responsabile operativo dell’Amsa, l’azienda che si occupa dei rifiuti a Milano, è invece accusato di turbativa d’asta e corruzione, scrive il Corriere della Sera. Sempre secondo il Corriere è coinvolto anche Franco Zinni, attuale dirigente del settore Urbanistica nel Comune di Milano, a cui è contestato il reato di abuso d’ufficio.