• Mondo
  • venerdì 26 aprile 2019

La Corea del Nord chiese agli Stati Uniti 2 milioni di dollari per il rilascio di Otto Warmbier

Il conto per le sue "spese mediche" fu accettato da un diplomatico statunitense, ma non è chiaro se fu mai pagato

Otto Warmbier viene portato via da due guardie nordcoreane nel marzo 2016 (AP Photo/Jon Chol Jin, File)

La Corea del Nord presentò agli Stati Uniti un conto da 2 milioni di dollari per le cure mediche somministrate a Otto F. Warmbier, il cittadino statunitense tenuto prigioniero nel paese e finito in coma prima di essere riportato negli Stati Uniti nel 2017. Secondo diverse fonti consultate rispettivamente dal Washington Post e dal New York Times, il diplomatico statunitense incaricato di gestire la trattativa per la liberazione accettò il conto, rendendo possibile il rimpatrio di Warmbier, che morì sei giorni dopo quando i suoi genitori acconsentirono a disattivare le macchine che lo tenevano in vita.

Il conto ricevuto dal diplomatico fu passato dal dipartimento di Stato a quello del Tesoro, ma non è chiaro se sia mai stato pagato dall’amministrazione Trump. Per quanto indicato come un conto per spese mediche, il suo pagamento equivarrebbe a corrispondere una cifra per un riscatto, cosa che tradizionalmente gli Stati Uniti non fanno e alla quale l’attuale governo si è sempre detto contrario. La portavoce della Casa Bianca, Sarah Huckabee Sanders, ha detto che non ci saranno «commenti sulle trattative per gli ostaggi, motivo per cui sono state così di successo nel corso di questa amministrazione».

Otto F. Warmbier era uno studente dell’Università della Virginia e stava partecipando a un tour guidato della Corea del Nord quando fu arrestato, nei primi giorni del 2016, con l’accusa di avere provato a rubare un poster di propaganda dall’albergo in cui soggiornava. A marzo dello stesso anno fu condannato a 15 anni di detenzione e ai lavori forzati, ma poco tempo dopo finì in coma in circostanze mai chiarite. Il regime della Corea del Nord diede notizie sulla salute di Warmbier solo un anno dopo, avviando poi le trattative per il suo rilascio.

Il caso di Warmbier ha portato negli ultimi tempi a diverse complicazioni diplomatiche tra Stati Uniti e Corea del Nord, senza però impedire al presidente statunitense Donald Trump e al dittatore nordcoreano Kim Jong-un di incontrarsi due volte per discutere la chiusura del programma nucleare della Corea del Nord.

Nel secondo incontro, organizzato ad Hanoi in Vietnam, Trump ha risposto a una domanda dei giornalisti su Warmbier dicendo di averne discusso brevemente con Kim e di fidarsi della sua versione dei fatti: «Mi ha detto che non ne sapeva nulla, e voglio credergli». La famiglia Warmbier ha fatto causa alla Corea del Nord ottenendo una sentenza negli Stati Uniti in proprio favore per il pagamento di un risarcimento di 501 milioni di dollari, ma appare improbabile che il governo nordcoreano paghi la cifra richiesta.

Abbonati al

Dal 2010 gli articoli del Post sono sempre stati gratuiti e accessibili a tutti, e lo resteranno: perché ogni lettore in più è una persona che sa delle cose in più, e migliora il mondo.

E dal 2010 il Post ha fatto molte cose ma vuole farne ancora, e di nuove.
Puoi darci una mano abbonandoti ai servizi tutti per te del Post. Per cominciare: la famosa newsletter quotidiana, il sito senza banner pubblicitari, la libertà di commentare gli articoli.

È un modo per aiutare, è un modo per avere ancora di più dal Post. È un modo per esserci, quando ci si conta.