L'interno della chiesa di Negombo dopo l'esplosione (Ap Photo- Rohan Karunarathne)
  • Mondo
  • domenica 21 aprile 2019

Gli attentati in Sri Lanka

Domenica mattina ci sono state otto esplosioni in chiese cattoliche e alberghi di lusso in tutto il paese: sono morte almeno 290 persone

L'interno della chiesa di Negombo dopo l'esplosione (Ap Photo- Rohan Karunarathne)

Otto diverse esplosioni in tre chiese cattoliche, quattro alberghi e un’abitazione in Sri Lanka hanno ucciso almeno 290 persone. Le prime sei esplosioni sono avvenute quasi contemporaneamente, nella mattina della domenica di Pasqua, le altre alcune ore dopo: non è ancora chiaro cosa le abbia causate, ma citando sue fonti Associated Press ha detto che almeno due sono state causate da attentatori suicidi. Le informazioni che arrivano sono ancora piuttosto disordinate e ci si aspetta che il numero dei morti possa salire ancora. Un portavoce della polizia ha confermato il numero dei morti e dei feriti e il ministro della difesa Ruwan Wijewardene ha detto che sette persone sono state arrestate. Wijewardene ha anche confermato che tra i morti ci sono 27 cittadini stranieri – tra cui giapponesi, olandesi, britannici, statunitensi, turchi  e portoghesi – e tre agenti di polizia.

Una delle chiese colpite, dove è avvenuta la prima esplosione, è il santuario di Sant’Antonio a Colombo, la capitale del paese, una delle chiese cattoliche più famose dello Sri Lanka, visitata da pellegrini di diverse fedi religiose per via della credenza che abbia poteri miracolosi. Un’altra si trova a Negombo, una città sulla costa poco a nord di Colombo, mentre la terza si trova nella città di Batticaloa, sulla costa orientale del paese. I primi tre alberghi colpiti – il Cinnamon Grand, il Kingsbury e il Shangri-La – sono tutti hotel di lusso e si trovano nel centro di Colombo, il quarto albergo è invece nella zona dello zoo della città. L’ottava esplosione è avvenuta in una casa di Orugodawatta, dove la polizia aveva fatto irruzione durante le prime indagini dopo gli attentati. Per il momento nessuno ha rivendicato gli attacchi, ma secondo la polizia sono stati tutti organizzati dallo stesso gruppo.

Il primo ministro dello Sri Lanka Ranil Wickremesinghe, con un messaggio su Twitter, ha “condannato il codardo attacco” di oggi e ha chiesto unità e calma ai suoi concittadini. Intanto, il governo ha imposto un coprifuoco e ha sospeso l’uso di social network e app di messaggistica.

In Sri Lanka, un paese con 21 milioni di abitanti, è stata per 26 anni combattuta una durissima guerra civile tra il governo regolare e i ribelli separatisti noti come Tigri Tamil, che rivendicavano la creazione di uno stato indipendente nel nord e nell’est del paese. La guerra è formalmente finita nel 2009, ma il processo di pace e riunificazione sta andando molto a rilento e il paese è politicamente ancora molto instabile. La popolazione dello Sri Lanka è a grandissima maggioranza di fede buddista, ma ci sono tre corpose minoranze: quella induista, quella musulmana e quella cristiana.

Abbonati al

Dal 2010 gli articoli del Post sono sempre stati gratuiti e accessibili a tutti, e lo resteranno: perché ogni lettore in più è una persona che sa delle cose in più, e migliora il mondo.

E dal 2010 il Post ha fatto molte cose ma vuole farne ancora, e di nuove.
Puoi darci una mano abbonandoti ai servizi tutti per te del Post. Per cominciare: la famosa newsletter quotidiana, il sito senza banner pubblicitari, la libertà di commentare gli articoli.

È un modo per aiutare, è un modo per avere ancora di più dal Post. È un modo per esserci, quando ci si conta.